sabato 24 novembre 2007

24.11.07 ONU

SIDA/AIDS: DIMINUISCE "DAVVERO" SOLO IN ZIMBABWE E KENYA.
Effettiva riduzione del numero di nuove infezioni in Kenya e Zimbabwe e revisioni dei metodi di calcolo in India e in cinque paesi dell’Africa subsahariana hanno fatto diminuire del 16% tra il 2006 e il 2007 – da 39,5 milioni a 33,2 milioni - il numero stimato di persone affette dalla sindrome da immunodeficienza acquisita (sida/aids) nel mondo: lo indica il nuovo rapporto del Programma delle Nazioni Unite per l'aids/hiv (Unaids). I paesi tra il Sudafrica e i confini del Sahara rimangono i più colpiti dalla malattia, prima causa di decessi; circa il 68% degli adulti sieropositivi e il 90% di bambini vivono nella regione. L’Africa australe registra quasi un terzo (il 32%) delle nuove infezioni e dei decessi nel 2007. In totale, 1,7 milioni di abitanti hanno contratto quest’anno il virus dell’immunodeficienza umana (viu/hiv) nei paesi dell’Africa subsahariana. Un declino significativo della prevalenza (percentuale della popolazione adulta affetta dal virus) si è registrato in Zimbabwe ma è di tendenza opposta la situazione in Mozambico, dove l’epidemia è ricominciata a salire dopo che si era stabilizzata. Sul continente asiatico, dove vivono 4,9 milioni di sieropositivi, 440.000 sono stati i nuovi casi nel 2007 e 300.000 i decessi. La regione più colpita è quella del sud-est; gli esperti dell’Unaids notano un declino in Cambogia, Myanmar e Tailandia ma una recrudescenza in Indonesia (in particolare nella provincia di Papua) e in Vietnam. In America latina l’epidemia conserva un livello stabile, con un numero complessivo di 1,6 milioni di persone affette, 100.000 nuovi contagi e 58.000 decessi. I due terzi – 230.000 - dei sieropositivi dei Caraibi vivono tra Haiti e la Repubblica Dominicana; nella regione, la sida/aids, che ha ucciso 11.000 persone nel 2007, costituisce una delle principali cause di morte. Complessivamente, si legge nel rapporto, ogni giorno 6800 persone contraggono il virus e 5700 muoiono a causa di un accesso inadeguato alla prevenzione e alle cure.

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