sabato 30 maggio 2009

On the road again!

La bici è riparata, beh non è proprio come nuova, ma…si torna in pista!
Ricomincia l'eterna lotta tra macchina e bici: Beira o Milano, nessuna differenza. Certo, il traffico beirense non è paragonabile a quello milanese, ma qui c’è un aggravante: l'ottantapercento dei mezzi in circolazione è rappresentato dai temutissimi chapa, il tipico mezzo di trasporto pubblico nelle città africane. Piccoli furgoncini Toyota che percorrono la città da una parte all'altra, caricandosi di passeggeri fino a scoppiare, senza limiti di posti, più sei pieno e più ti frutta la corsa. Cinque Meticais per qualsiasi tratta dentro la città. Senza fermate prestabilite. Qualsiasi punto va bene.
Sei sul marciapiede? Agiti il braccio, trenta secondi e uno chapa ti carica (che tu lo voglia o no!!).
Sei sullo chapa e vuoi scendere? Basta gridare – PARAGEM!! – al vice dell’autista (di solito un ragazzino che sta in piedi tutto il tempo raccogliendo i soldi). Lui tira fuori il braccio dal finestrino e con una moneta picchia sul tetto del furgoncino: inchiodata istantanea. Senza rallentare. Senza freccia. E di solito le luci dei freni non funzionano! I primi giorni a Beira ho rischiato più volte di andareinculo a qualche chapa, mo ci sto alla larga.
Per il ciclista il quadro è:
mezzi scassatissimi che sparano fumo nero dal culo tipo la Jaguar E di James Bond
autisti incapaci (la Scuola Guida di Beira non è la punta di diamante del Mozambico)
rispetto per il ciclista pari a zero
buchi nell’asfalto della grandezza di un uomo (forse un avvertimento?)
cumuli di sabbia portati dal vento sul lato della strada …
…beh c’è da stare all’occhio,
chiappe strette sulla sella
una mano sulle palle e…
pedalare!!
Ma mentre prima accennavo solo timide proteste (un sopracciglio sollevato in segno di disapprovazione), adesso sono veramente incazzoso. Quando uno chapa mi passa vicino a manetta facendomi il pelo, in automatico
scatta l’accoppiata indice-mignolo
parte una rassegna poliglotta di saracche
iniziano a cadere santi e madonne, tutti addosso al
filho daquela puta que o pariou!!

5 commenti:

squa ha detto...

ziitudine conclamata !!!

(ce l'hai !)

ancora non l'abbiamo vista, non vediamo l'ora

:)
:D

a.bersiga ha detto...

Molto divertente... ma ti ricordi la tua vita di ciclista in italia?
Pensa che nel mio brevissimo soggiorno a Beira mi erano cosi piaciuti quegli scassati mezzi di trasporto dove ralaltro le esalazioni umane mi sembravano piu sopportabili di quelle delle nostre adolescenti parmigiane...
Ciao e buona pedalata

Gigia ha detto...

Anche Maputo non è da meno. Gli chapas sono il terrore dei pedoni e quanto al "cobrador" (il ragazzetto che prende i soldi) non si sa quante volte ho viaggiato con lui in braccio :S

ChBonnie ha detto...

bella lì, c'è anche Ju! come va la mia ex bici?
ciao bbelli

francesco ha detto...

hi hi che forte....però era divertente girare a zonzo in quelle scatolette pigiati come sardine...e magari essere fatti scendere in fretta e furia quando qualche poliziotto locale con le palle girate o il "portafoglio vuoto" ci fermava.
ciao ciao francesco