domenica 6 luglio 2008

25 giugno 2008

INDIPENDENZA DEL MOZAMBICO
Dopo la seconda guerra mondiale, la maggior parte delle grandi nazioni europee diede inizio a un processo di decolonizzazione, affrancando progressivamente le colonie africane dal potere coloniale. Il Portogallo, governato dal dittatore António de Oliveira Salazar, non seguì questa linea. Ulteriori coloni partirono dal Portogallo verso il Mozambico, dove la popolazione di origine europea arrivò nel 1975 a circa 250.000 persone. Nel 1959-1960 si formarono tre movimenti di resistenza alla dominazione portoghese del Mozambico: UDENAMO – União Democrática Nacional de Moçambique , MANU – Mozambique African National Union e UNAMI – União Nacional Africana para Moçambique Independente. Nel giugno 1960 gli abitanti del villaggio di Mueda, nel Mozambico settentrionale, tennero una manifestazione pacifica di protesta contro il sistema di tassazione. L’esercito portoghese aprì il fuoco sulla folla, uccidendo molti dimostranti. L’indignazione suscitata dal “massacro di Mueda” contribuì alla formazione di una coscienza politica nella popolazione locale (i makonde) e costituì una delle scintille all’origine della lotta per l’indipendenza. Da quel momento il movimento per la liberazione del Mozambico cominciò a crescere e rafforzarsi. Nel 1962 i movimenti indipendentisti mozambicani, in esilio in Tanzania, con il supporto di Julius Nyerere, primo presidente della Tanzania, confluirono nel Fronte per la liberazione del Mozambico (FRELIMO), ufficialmente fondata il 25 giugno 1962. Il primo presidente del FRELIMO fu Eduardo Chivambo Mondane (antropologo), un mozambicano del sud che aveva studiato negli Stati Uniti, in Portogallo e in Sudafrica, che aveva lavorato per diversi anni alle Nazioni Unite e che già aveva avuto contatti con un governatore portoghese, Adriano Moreira. In questa fase ancora si pensava che sarebbe stato possibile ottenere l’indipendenza del Mozambico senza ricorrere alla lotta armata. Ma i contatti diplomatici stabiliti non andarono a buon frutto e il FRELIMO decise di cominciare con la guerriglia per tentare di forzare il governo portoghese ad accettare l’indipendenza delle sue colonie. La Lotta Armata di Liberazione Nazionale fu dichiarata ufficialmente il 25 settembre 1964 e nella sua prima azione armata il FRELIMO attaccò una base portoghese a Chai nella provincia di Cabo Delgado. La guerra di liberazione procedette verso le provincie di Nassa e Tete. Le operazioni ebbero una battuta d’arresto nel 1969, quando Mondlane fu assassinato con una busta esplosiva consegnatali nel suo ufficio di Dar el Saalam. La presidenza fu quindi assegnata al comandante militare del FRELIMO, Samora Machel, anch’egli un uomo del sud. Sotto la guida di Machel il FRELIMO cercò di allargare il suo campo d’azione al sud del paese. Furono organizzate varie aree dove la amministrazione coloniale non aveva controllo (Zonas Libertadas) e dove il FRELIMO istituì un sistema di controllo basato sulla necessità di garantire la sicurezza, il rifornimento di viveri e la comunicazione tra le basi in Tanzania e il fronte di combattimento. Nel frattempo i portoghesi, nel tentativo di isolare i guerriglieri dalla popolazione rurale costrinsero i contadini a trasferirsi in una serie di villaggi fortificati (aldeamentos) da dove era impossibile qualsiasi contatto con i ribelli; al fine di ottenere l’appoggio popolare furono varate alcune riforme sociali a beneficio dei residenti di questi villaggi. Le diverse guerre scoppiate all’interno dell’impero coloniale e le crescenti critiche internazionali indebolirono tuttavia la capacità di resistenza del governo. Il colpo di grazia fu la caduta del regime di Salazar, nel 1974. Il 7 settembre 1974, a Lusaka (Zambia) vennero siglati gli accordi con i quali il governo di Lisbona acconsentiva a cedere il controllo del paese al FRELIMO e fu formato un Governo di Transizione, con a capo Joaquim Chissano, che comprendeva ministri nominati dal governo portoghese e altri nominati dal FRELIMO. Dopo 10 anni di combattimenti, e poco dopo il ritorno della democrazia in Portogallo con la Rivoluzione dei garofani, il FRELIMO prese la capitale (aprile 1974). I coloni portoghesi furono espulsi o fuggirono con propri mezzi, e il 25 GIUGNO 1975 il Mozambico si autoproclamò indipendente. Samora Machel, leader del FRELIMO, fu il primo presidente; avrebbe mantenuto il potere fino al 1986. Rispetto alle altre nazioni europee, il Portogallo ebbe una politica coloniale caratterizzata dallo scarso sviluppo dei territori d'oltremare. Questo fatto, combinato alla rapida fuga dei coloni portoghesi durante la guerra di indipendenza, lasciò il Mozambico in uno stato di crisi economica e totale mancanza di manodopera. Il FRELIMO rispose a questa situazione e alla congiuntura della Guerra fredda allineandosi politicamente con l'Unione Sovietica e chiedendo supporto ai paesi del blocco comunista. Il Mozambico divenne un paese socialista, con un solo partito, appoggiato soprattutto dall'Unione Sovietica e da Cuba. Il Mozambico divenne un punto di riferimento per i movimenti indipendentisti e anti-apartheid dei vicini Sudafrica e Rhodesia (odierno Zimbabwe). Questi paesi, con l'apporto anche degli Stati Uniti, finanziarono la costituzione in Mozambico di un esercito di liberazione anti-comunista detto RENAMO. Nei primi anni '80, il RENAMO iniziò una serie di attacchi contro le strutture del paese (inclusi ferrovie, scuole e ospedali), trascinando il Mozambico nella guerra civile (…ma questa è un’altra storia…).

Il 25 giugno 2008 abbiamo festeggiato i 33 anni della Repubblica Popolare del Mozambico!! Ritrovo per tutti in Praça da Indipendenza (dove altrimenti?!), la famosa piazza dove andiamo a correre il martedì e giovedì pomeriggio; la piazza non è molto grande, e stranamente la gente festante non riempie neanche metà della piazza; un piccolo palco nel mezzo accoglie i gruppi (pochi) di canto a danza che si avvicendano per rendere omaggio ai rappresentanti delle istituzioni e per ricordare gli eroi che anni fa hanno liberato il Mozambico; di fronte al palco è parcheggiato uno di quei carrozzoni da circo aperto da un lato e sistemato con un panno rosso e con siedi imbottite per ospitare i vari rappresentanti politici che si alternano ai canti per leggere pagine e pagine di discorsi senza molto entusiasmo. Il tutto mentre bandiere rosse del FRELIMO sventolano nella piazza, e qualche grido di incitamento rompe i momenti di silenzio. Devo ammettere che la mia prima Festa dell’indipendenza del Mozambico non è stata emozionante come pensavo, anche perchè mi aspettavo una partecipazione maggiore della gente e una mega-festona con cortei, balli, canti, bombeammanotricketrack. Poi parlando con un espatriato che è qui da più tempo ho capito il perché di questa scarsa partecipazione: tutta la provincia di Sofala, ed in particolar modo Beira, è schierata con il RENAMO (vedi sopra), quindi la gente non partecipa ai festeggiamenti che celebrano l’indipendenza ottenuta grazie alla lotta armata del Fronte per la liberazione del Mozambico (FRELIMO), nemico dall’inizio della guerra civile mozambicana. Purtroppo però l’indipendenza ottenuta 33 anni fa dal dominio portoghese non fa del Mozambico un paese libero; basti pensare alla dipendenza economica, con più del 40% delle spese governative finanziate da sostenitori stranieri (tra cui l’Italia). Inoltre molti progetti in ambito scolastico, sanitario e di lavori sulle infrastrutture non possono, in questo momento, fare a meno dell’intervento delle numerosissime ONG straniere, i cui espatriati, allo stesso tempo, sostengono le differenti attività commerciali, visto che ne rappresentano i maggiori fruitori. E negli ultimi anni il Mozambico ha visto una rapida crescita a livello economico, anche grazie alla ormai duratura stabilità politica; e soprattutto è un Paese con tanta energia: le più grandi riserve disponibili di carbone dell’Africa, un potenziale di energia idroelettrica sfruttato solo in parte, giacimenti di gas naturale; inoltre sta puntando molto anche sui biocarburanti e dispone di ulteriori riserve provate di idrocarburi (petrolio e gas) per le quali sono iniziate le campagne di esplorazione. Ovviamente questa crescita economica e queste enormi possibilità di investimenti fanno gola a molti, e immagino come multinazionali e imprenditori vari si stiano preparando a dare il via ad una vera e propria neo-colonizzazione. E non penso che le varie multinazionali abbiano a cuore solo ed esclusivamente il benessere e la crescita economia del Mozambico; come la Coca Cola, che tutti sappiamo avere qualche problemino con i diritti dei lavoratori, e che ormai ha invaso il Mozambico e Beira, tanto che la famosa bottiglia svetta nella centralissima Praça do Municipio (sponsored by…) e in un’altra piazza che addirittura è conosciuta come la Praça da Coca Cola; senza considerare il danno nutrizionale, visto che qui tutti i ragazzi vanno a Coca Cola, visto che la si può trovare ad ogni angolo di strada e che costa 3 volte meno dell’acqua naturale!!

Praça da Coca Cola - Beira

Oppure le multinazionali biotech che cercano di entrare in Africa Occidentale a partire dal cotone OGM, sfruttando l’immagine del continente affamato e usando dosi massicce di propaganda. Ma fortunatamente l’Africa non vuole aiuti alimentari modificati: già nel 2002, quando 13 milioni di persone sono vittime della fame nell’Africa Australe, i governi di Zambia, Zimbabwe e Mozambico decidono di respingere mais transgenico sotto forma di aiuto alimentare. E una nuova orda di neo-colonizzatori aspetta al varco il Mozambico: dopo gli indiani, che hanno in mano la gran parte delle attività commerciali nelle grandi città, dopo i cinesi, che stanno arrivando sempre più numerosi e che non hanno molto da insegnare in termini di diritti dei lavoratori, ecco che arrivano gli italiani, che dopo aver fiutato la possibilità di nuovi e proficui investimenti, non vogliono essere da meno e tenteranno di inserirsi nel gioco; infatti come si può leggere nella Newsletter della Diplomazia Economica Italiana del 23 giugno 2008 (economia, normative, opportunità e obiettivi all’estero per le imprese italiane), è iniziata una vera e propria spedizione di imprenditori italiani per saggiare il terreno mozambicano...

…ma il Mozambico ne ha viste di peggio, ha superato una dominazione portoghese e una guerra civile di 17 anni, staremo a vedere!!...


www.wikipedia.it
Diplomazia Economica Italiana - n°10 - 23 giugno 2008
AfDB/OECD 2007 African Economic Outlook
Guida Lonely Planet Mozambico - maggio 2007

2 commenti:

Té la mà Maria - Reus ha detto...

One very good post on the sky.lebració Of the independencia of this African country,a strong embrace since Reus

franx ha detto...

dotto', ma l'hai scritto tutto tu ? se si allora un consiglio vivissimo: mettilo su wikipedia, una volta un po' pulito. (Se no, dai le fonti!). Non ne sapevo nulla della storia di sto paese, quindi grazie! la guerra fredda ha fatto vittime ovunque...