sabato 12 febbraio 2011

Haiti - 25

il problema principale qui nella ridente città di Saint Marc?
Il traffico! anzi, il "tchaffeco"!
strade dissestate piene di veicoli di tutti i tipi.
fuoristrada
enormi autobus coloratissimi
camion arrugginiti e pericolanti
e soprattutto motorini.
fiumi di motorini. i mitici honda a tre marce senza frizione. ancora me li ricordo dal viaggio in grecia nell'estate della maturità, quando mi ci schiantai contro un muro tentando di impennare (estate della maturità appunto).
beh dicevo...
file interminabili. sono i moto-taxi, il mezzo di trasporto "pubblico" più utilizzato in città. veloce ed economico. di certo non il più sicuro. di norma in condizione pessime. generalmente senza frecce e specchietti. la capiente sella qui arriva a sostenere fino a tre considerevoli culi. escluso il guidatore. più eventuale carico.
e in più nessuna regola. codice della strada??? mai sentito!
qui ho visto cose...che voi umani non potreste immaginarvi! motorini in contromano al largo dei bastioni di Orione… e ho visto motorini senza luci nel buio vicino alle porte di Tannhäuser….....

venerdì 11 febbraio 2011

Haiti - 24

un interessante confronto culturale già osservato in precedenza in mozambico.
anche qui ad haiti ho trovato nelle persone un forte senso della gerarchia. un assoluto rispetto dei ruoli. è inconcepibile svolgere compiti non previsti dal proprio "profilo". non ho mai visto un medico haitiano, uno dei miei colleghi, mettersi a spostare letti per sistemare il reparto. o aiutare a scaricare casse di medicinali dal camion. o spostare le casse per organizzare il deposito della farmacia. io lo faccio. se non sono occupato con i pazienti e c'è qualcosa da fare per aiutare, perchè no? non ho grossi problemi. ma generalmente il personale mi guarda come se fossi un po' fuori di testa. e quando chiedo aiuto a qualche collega medico, per esempio per spostare un letto da una stanza all'altra, noto sempre un po' di reticenza. come se fosse qualcosa di strano, fuori dall'ordinario, inopportuno. certo, poi lo fanno. ma ancora una volta per il rispetto della gerarchia. io sono il "datore di lavoro", il supervisore, quindi il capo. o come dicono qui (e come dicevano in Mozambico), il patron!
e non vale solo per i medici. anche gli addetti al carico/scarico rimangono un po' stupiti e disorientati. quello che per me è un semplice gesto di collaborazione, in realtà stravolge l'ordine delle cose. confonde il rigido schema gerarchico che qui è estremamente importante.
pensando di aiutare, li mettiamo in difficoltà. - se il medico si mette a scaricare pesi, a me cosa resta da fare?-
mostrando di poter fare anche il lavoro degli altri è come se non ne riconoscessimo il valore.
il rischio che si corre quando si entra in contatto con culture differenti.
dare per scontato che il nostro approccio alle cose sia universalmente riconosciuto.
o peggio ancora avere la presunzione che il nostro modo di vivere sia quello giusto, il migliore, quello da insegnare ai "popoli inferiori".
pericoloso.

giovedì 10 febbraio 2011

Haiti - 23

i casi sono diminuiti nel centro. spero che questo significhi che ci stiamo avvicinando alla fine dell'epidemia di colera. più si va verso la fine di una epidemia, e più aumentano i casi di pazienti che arrivano con diarrea causata da altre patologie.
per cui è sempre più importante controllare che la presentazione clinica abbia le caratteristiche di un colera....insomma per farla breve devi guardare come il paziente caca...beh non proprio come caca, ma dopo devi controllare quello che ha prodotto.
tutti attorno al tipo accovacciato facendo una sorta di ola. in silenzio per ascoltare il suono che produce. e dopo tutti a guardare nel secchio dissertando sulle caratteristiche del prodotto - stimato collega, io ritengo che la consistenza pastosa e la colorazione giallastra depongano a favore di una diarrea non colerica, lei cosa pensa?-, - beh egregio dottore devo purtroppo dissentire, in quanto io non definirei la consistenza "pastosa", bensì liquida -, - non ci resta altro che apprezzarne l'aroma -
e tutti con la faccia dentro al secchio. pazzesco!
ormai sono diventato un esperto. fonte di ispirazione per i giovani colleghi haitiani che non perdono occasione per invitarmi ad unirmi ad un interessante simposio sulla merda!
oggi ho passato la giornata passando da un paziente all'altro chiamato dai colleghi medici per controllare i vari tipi di diarrea:
colera sì? colera no?

evito facili commenti sulla giornata...

martedì 8 febbraio 2011

Haiti - 22

Ieri notte primo parto nel nostro centro! Purtroppo me lo sono perso per questa brutta abitudine che ho di dormire la notte. La mamma e il bambino stanno bene.
È un maschietto.
Lo chiameranno VIBRIO!!!

sabato 5 febbraio 2011

Haiti - 21

...continuano le foto dalla macchina...

Haiti - 20

durante le mie visite nelle zone rurali di Haiti ho fatto una scoperta geologica senza precedenti:
sul pendio di una montagna ho trovato delle rocce identiche a quelle che in Madagascar chiamano Tsingy.
Sono delle rocce calcaree con solchi e punte acuminate scavate nel tempo dalla pioggia.
In Madagascar ci sono intere distese e parci ricoperti da questo tipo di roccia.
Penso di aver dimostrato senza alcun dubbio che un tempo Haiti e il Madagascar erano unite!!!
Poi con la deriva dei continenti Haiti ha attraversato l'Oceano Atlantico fino ad arrivare ai Caraibi.
Sì, sono quasi sicuro che sia andata così...

Haiti - 19

poco tempo fa siamo andati nell'ospedale della città per verificare la possibilità di trasferci il nostro centro una volta risolta la fase più acuta dell'epidemia.

arriviamo davanti all'ospedale. scendiamo dai gipponi. magliette e gilet splendenti e logheggianti.
ci dirigiamo alla piccola palazzina segnalataci dal direttore. un gruppetto di pazienti ci osserva con circospezione. ci apre il cancello un vecchio custode che tenta qualche parola in inglese. rispondo in creolo. entriamo nella sala. senza perdere tempo in chiacchere iniziamo l'ispezione.
tiriamo fuori le macchine fotografiche. scatti a ripetizione. bindella alla mano iniziamo a prendere le misure. ci immaginiamo come organizzare il futuro centro.
qui mettiamo questo
lì si può mettere quello
questo lo spostiamo
questo muro lo tiriamo giù
queste colonne le rinforziamo.
grandi gesti accompagnano la foga costruttrice.
il linguaggio non aiuta la comprensione del custode che ci guarda come fossimo marziani (e forse lo siamo davvero). annotiamo tutto nei quaderni. salutiamo e ce ne andiamo con una certa fretta.
appena usciamo e siamo nel cortile interno dell'ospedale rivivo la scena mentalmente. mi sembra tutto un po' surreale. mi ricorda la scena del film "amici miei", la zingarata della costruzione della autostrada.
non riesco a trattenere una forte risata.

sabato 29 gennaio 2011

Haiti -18

Lingua creola haitiana

Una cosa mi ha colpito e incuriosito da subito riguardo il creolo haitiano: la grande somiglianza con il francese.
Quando ti abitui al suono, sembra una sorta di francese un po’ “semplificato”. Ed è anche più facile da scrivere rispetto al francese perché si scrive come si pronuncia. Non me ne vogliano gli studiosi del creolo. È solo una mia impressione da profano. Ho letto su internet che ci sono diversi studiosi che, rivendicando la dignità linguistica del creolo, ritengono una erronea semplificazione sostenere che il creolo sia solamente un francese più basico.
Ma sicuramente noto una grande differenza rispetto alle altre lingue “pre-coloniali” che ho incontrato fino ad ora.
In Rwanda (kinyarwanda), in Madagascar (malgascio), in Mozambico (almeno una ventina di diversi dialetti!), in Tanzania (swahili) e via dicendo, la lingua locale conserva le proprie caratteristiche ed è estremamente differente dalla lingua colonizzatrice.
La spiegazione è tanto “semplice” quanto terribile.
Gli haitiani non hanno una propria lingua pre-coloniale perché anche loro non erano qui prima della colonizzazione! Cioè gli haitiani non esistono?!? Beh, non proprio. Diciamo che qualcuno c’era prima, ma non erano proprio questi qui. Quelli che ci sono adesso.
Mi spiego meglio. Dunque...

…l'isola di Hispaniola, di cui Haiti occupa la porzione più occidentale, era in origine abitata dagli indigeni taino e arauachi. Il 5 dicembre del 1492, la Santa Maria, capitanata da Cristoforo Colombo, sbarcò dove oggi sorge Môle-Saint-Nicolas: l'intera isola fu subito rivendicata a favore della Spagna. La riduzione in schiavitù e le conseguenti condizioni di vita molto precarie portarono ad una drammatica diminuzione della popolazione indigena nel quarto di secolo successivo alla scoperta dell'isola. Per sopperire alla carenza di manodopera, gli spagnoli cominciarono a deportare schiavi africani, impiegati soprattutto nella ricerca dell'oro. La popolazione della colonia era composta da 3 diversi gruppi etnici: gli europei (circa 32.000 nel 1790) che detenevano il controllo politico ed economico, la gens de couleur (28.000 individui liberi e di sangue misto, di cui la metà mulatti, definibili come classe sociale di status inferiore) e, infine, gli schiavi africani (ben 500.000). Gran parte degli schiavi risultava essere nata in Africa e non ad Haiti. Infine, vi erano quelli che, con un termine inglese, sono noti come maroons: ex-schiavi che, sfuggiti ai loro padroni, vivevano nelle terre più elevate, completamente estranei al resto della colonia. E’ per questo che nel creolo haitiano sono riscontrabili diverse influenze ad opera delle lingue dell'Africa occidentale, fra cui il wolof e alcune lingue gbe (soprattutto fon ed ewe).
[fonte: wikipedia]


…pazzesco no?!

Haiti - 17

...alcune foto scattate dalla macchina durante una visita nei centri periferici che supportiamo per il trattamento del colera...

domenica 23 gennaio 2011

Haiti - 16

Uno degli avvenimenti più importanti dell'ultima settimana è stato il trasloco nella nuova casa.
preparare i bagagli. smontare le zanzariere. imballare tutto l'ufficio. caricare tutto. scaricare tutto. riorganizzare l'ufficio. dividersi le stanze. rimontare le zanzariere.
'na fatica!
la prima mattina nella casa ci siamo svegliati con varie sorprese.
in ordine di gravità:
non c'era acqua per lavarsi
eravamo invasi dalle zanzare
nessuno si era ricordato di comprare il caffè!!!
attimo di panico generale. io stavo impazzendo. un guaglione italiano senza caffè!
come inizio giornata una vera merda.
poi le cose pian piano sono migliorate. adesso siamo già organizzati. adesso siamo una vera e propria famiglia. con tanto di ruoli assegnati.
c'è il capo famiglia severo. la mamma buona. lo zio un po' strano. la sorellina alla moda. la sorella più tranquilla. il fratello musicista.
io ho deciso di fare il fratello che rutta e si lava poco!
la cosa bela della nuova casa è la posizione. più verso il centro della città. in mezzo alla gente. per andare al lavoro la mattina attraversiamo strade piene di vita. vediamo sempre una fila interminabile di studenti di tutte le età che camminano verso scuola. una colonna uniforme di divise scolastiche.
ecco qualche foto della città...
[la prima alba nella nuova casa]
[la vista dalla nostra terrazza - i vicini]