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giovedì 17 marzo 2011

Fà la cosa giusta 2011



anche quest'anno
l'associazione di volontario

UMUDUFU - onlus

parteciperà a


Fà la cosa giusta

fiera del consumo critico e
degli stili di vita sostenibili



mercoledì 22 settembre 2010

Obiettivi del Millennio

Alcuni articoli che raccontano il vertice in atto a New York sugli Obiettivi del Millennio:

Obiettivi del Millennio dieci anni dopo: ostacoli e successi.
[...] L’assenza di consenso politico, pressioni finanziare, politiche, a livello nazionale stanno diventando seri ostacoli, che rischiano di trasformare questo vertice in un futile esercizio”. Un appuntamento, avverte Annan, “caratterizzato da grandi discorsi e promesse ben articolate ma seguite da azioni insignificanti. Diversi donatori hanno già rinnegato i loro impegni, o allentato i loro sforzi [...]
Fonte: Misna

Obiettivi del Millennio: la testimonianza di Medici con l'Africa - CUAMM.
“Alcuni paesi hanno compiuto progressi ma nell’insieme il quadro resta drammatico” dice alla MISNA don Dante Carraro, direttore dell’organizzazione non governativa italiana Medici con l’Africa Cuamm [...]
Fonte: Misna

Obiettivi del Millennio: gli appelli alla politica.
In modo pressoché unanime il mondo della cooperazione e della società civile internazionale torna a chiedere alla politica di moltiplicare gli sforzi per non vanificare i risultati ottenuti negli ultimi dieci anni per raggiungere almeno parte degli otto Obbiettivi di Sviluppo del Millennio fissati dall'Onu [...]
Fonte: Nigrizia

Millennium, il festival della vacuità.
Alle Nazioni Unite si discute dei Millennium Development Goals: il valzer dei capi di stato su parole e promesse. Ne abbiamo parlato con Loretta Napoleoni.
Fonte: Peace Reporter

Fame e povertà, il primo obiettivo mancato.
Oltre 900 milioni di persone soffrono ancora di fame e povertà cronica. Le cifre diffuse da Oxfam e ActionAid gettano ombre sul miracolo del Millennium.
Fonte: Peace Reporter

Aiuti: la mano che strangola l'Africa.
Un libro-pamphlet di una brillante economista rovescia un luogo comune.
L'hanno definita l'anti-Bono per il pragmatismo ai limiti del cinismo, per il messaggio antibuonista che va diffondendo: basta aiuti, basta donazioni, basta soldi a pioggia e basta con gli "aiuti glamour" sponsorizzati dal cantante degli U2 e altri vip [...]

mercoledì 5 maggio 2010

DARE...

Tra il dire e il fare,
c'è di mezzo il DARE

Cosa vuol dire dare?
Cosa dà il Naga?
Se dico Naga cosa ti viene in mente?
Le risposte dei volontari e degli utenti del Naga per la nuova campagna 5x1000


venerdì 19 marzo 2010

Scuola, "espulsioni" da tremila classi per il tetto del 30% agli alunni stranieri

Il ministero studia lo scenario problematico aperto dalla "riforma" Gelmini. Il caso Lombardia. Molte famiglie migranti potrebbero dover iscrivere i figli in paesi diversi da quello dove vivono.

Migliaia di alunni stranieri, per effetto del tetto massimo per classe fissato dal ministro Gelmini, rischiano a settembre di essere "deportati" in altre scuole. A regime, cioè quando il provvedimento sarà esteso a tutte le classi dell'ordinamento scolastico italiano, sono oltre 100mila gli studenti di nazionalità non italiana che rischiano di non potere scegliere liberamente la scuola dove iscriversi. E' lo stesso ministero dell'Istruzione, attraverso il "Focus sulla presenza degli alunni stranieri nelle scuole statali" pubblicato pochi minuti fa, a fornire i numeri del fenomeno [...]

[leggi l'articolo su Repubblica.it]

martedì 16 marzo 2010

Italia, espulsi anche gli irregolari con figli minori a scuola

Gli stranieri irregolari con figli minori che studiano in Italia non possono chiedere di restare nel nostro paese. Secondo una sentenza della Corte di Cassazione, che così smentisce una recente sentenza della stessa suprema corte, la tutela della legalità alle frontiere prevale sul diritto allo studio dei minori.
[Leggi l'articolo su PeaceReporter]

lunedì 22 febbraio 2010

Forum di Bamako (Mali)

Gli stati africani devono destinare una parte significativa delle loro risorse al settore agricolo per fare della sicurezza alimentare una priorità politica: è il punto centrale dell’appello finale dei partecipanti al X Forum di Bamako, che si è concluso Sabato. “L’agricoltura deve diventare una missione di servizio pubblico per raggiungere lo sviluppo del continente” hanno insistito dalla capitale del Mali; ad oggi, sono ancora pochi i paesi che destinano il 10% del proprio bilancio pubblico al settore agricolo, la soglia stabilita alcuni anni fa dall’Unione Africana (UA). Tra gli obiettivi fissati a Bamako ci sono progetti differenti, che dovrebbero permettere di venire in soccorso di 250 milioni di africani che soffrono la fame. Fondamentali appaiono investimenti a medio e lungo termine per migliorare la produttività del settore grazie a infrastrutture moderne, ricerca e formazione; a Bamako, del resto, sono state chieste leggi in grado di fare dell’agricoltura un’attività più “attraente” e sostegno ai contadini per fronteggiare i cambiamenti climatici. Secondo gli esperti, 50 anni dopo l’indipendenza di numerosi paesi del continente - un “anniversario” che ha dominato i lavori del Forum - più che i fenomeni ambientali sono gli atteggiamenti umani a essere responsabili dei risultati mediocri ottenuti finora: malgoverno, crisi politiche, conflitti armati e liberalismo imposto dalla comunità internazionale al settore agricolo africano. Al di là delle numerose sfide da affrontare, a Bamako si è sottolineato che il continente dispone di risorse naturali abbondanti e di un grande potenziale umano. Negli incontri tenuti a margine del dibattito centrale su fame e sicurezza alimentare, è stato anche evidenziato “il ruolo fondamentale dei media africani nella costruzione di una vera democrazia e di una società più consapevole” nonché l’importanza di “stanziare più fondi per l’alfabetizzazione, la cultura e la formazione di giornalisti professionisti”. Quest’anno sono 17 i paesi africani che celebreranno il cinquantenario della loro indipendenza dalla Francia. Secondo gli intellettuali che hanno preso parte al dibattito di Bamako, però, questi paesi “non sono ancora del tutto liberi, perché molto resta da fare in materia di buon governo, sviluppo economico, lotta alla corruzione e all’impunità”.
www.misna.org

giovedì 4 febbraio 2010

"Italiani, per esempio"

"Mi ha offesa, ci sono abituata" "Gli italiani? Bassi come noi"

Il nostro paese visto dai piccoli immigrati, in un libro curato da un maestro. "Mi dicono che forse non ho capito. Ma io ho capito benissimo". "Gli italiani fanno i lavori più leggeri perché sono arrivati prima".


L'Italia e gli italiani visti dai bambini immigrati. Un'antologia divertente, ma anche tenera, spiazzante e dolorosa, di pensieri raccolti in vent'anni di insegnamento da un maestro elementare, Giuseppe Caliceti di Reggio Emilia. "Italiani, per esempio" è il titolo del suo libro (dal 10 febbraio per Feltrinelli, pp 240, euro 14) nel quale le frasi dei bambini sono accompagnate da storie, testimonianze e riflessioni dell'autore e dei suoi alunni.

Il Venerdì in edicola con Repubblica dedica la sua copertina al tema del razzismo visto e vissuto dai bambini con interviste ad esperti e servizi di Paolo Casicci, Emilio Marrese e Paola Zanuttini sugli sbarchi dei nuovi piccoli clandestini al porto di Ancona, sull'integrazione nella scuola primaria e sulla vita in strada a Roma di centinaia di minorenni stranieri senza tetto né famiglia.

[su repubblica.it una piccola antologia di frasi dei bambini stranieri: STUPENDO!! DA LEGGERE!!]

lunedì 25 gennaio 2010

Accesso all'istruzione

In pericolo accesso all'istruzione per decine di milioni di bambini
Rischia di avere pesanti conseguenze sull’istruzione nei paesi dell’Africa sub-sahariana la crisi economico-finanziaria che ha colpito gran parte delle economie mondiali: lo afferma un rapporto dell’Unesco, ente Onu per l’istruzione, la scienza e la cultura. Secondo il documento, a causa della crisi gli investimenti nazionali a favore dell’insegnamento potrebbero essere tagliati di una cifra pari a circa quattro miliardi di euro l’anno, con effetti disastrosi sui progressi ottenuti finora. Nel 2009, secondo i ricercatori dell’Unesco, la recessione globale ha provocato una diminuzione delle entrate fiscali in 27 paesi dell’Africa sub-sahariana, il che per i sistemi scolastici nazionali significa stipendi più bassi e condizioni di lavoro peggiori per tutti gli insegnanti, con classi troppo numerose e un aumento massiccio dell’orario di lavoro per compensare i tagli di personale. “Senza un intervento adeguato – ha detto la direttrice dell’Unesco, Irina Bokava – e senza l’aiuto della comunità internazionale, saranno almeno 56 milioni i bambini che non avranno possibilità di accesso all’istruzione nei prossimi cinque anni, con gravi ripercussioni sulle opportunità di crescita economica e di progresso sociale”.
www.misna.org