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giovedì 17 marzo 2011

Fà la cosa giusta 2011



anche quest'anno
l'associazione di volontario

UMUDUFU - onlus

parteciperà a


Fà la cosa giusta

fiera del consumo critico e
degli stili di vita sostenibili



domenica 30 maggio 2010

Banche svelate

Con www.vizicapitali.org è possibile capire quali sono le scelte di tredici istituti di credito in merito a armamenti, impatto sociale, impatto ambientale, paradisi fiscali, tutela del risparmiatore, energia nucleare e privatizzazione dei sistemi idrici. Anche Nigrizia tra i promotori.

[...] Sotto i riflettori le prime dieci banche italiane per attivi investiti (Banca Nazionale del Lavoro, Banca Popolare di Milano, Banca Popolare di Vicenza, Banco Popolare, Cariparma, Credem Banca, Intesa San Paolo, Monte dei Paschi di Siena, Ubi Banca, UniCredit) e tre istituti "atipici" (Banca Etica, Credito Cooperativo e Banco Posta) in relazione a sette indicatori: armamenti, impatto sociale, impatto ambientale, paradisi fiscali, tutela del risparmiatore, energia nucleare e privatizzazione dei sistemi idrici.

[Leggi l'articolo su Nigrizia.it]

mercoledì 10 marzo 2010

Cinque domande all'Eni

Non voglio assolutamente minimizzare il disastro ambientale rappresentato dal "caso Lambro" accaduto nelle scorse settimane. Ma come ci siamo dimostrati sensibili all'ecosistema di casa nostra, nel Delta del Po, così abbiamo il dovere di informarci sui danni ambientali che una multinazionale petrolifera italiana, l'Eni, rischia di provocare in Congo Brazzaville e probabilmente sta già provocando nel Delta del Niger. Infatti l'Eni ha in corso, e in programma, attività in Congo Brazzaville per l'esplorazione delle sabbie bituminose (terreno impregnato da quantità, anche ridotte, di petrolio, la cui estrazione è molto costosa e necessita di tecniche ad alto impatto ambientale). Inoltre, Amnesty International ha presentato un rapporto che indica le precise responsabilità delle compagnie petrolifere attive nel Delta del Niger, tra cui soprattutto la Shell ma anche l'azienda italiana Eni Spa che opera in Nigeria attraverso la consociata Nigerian Agip Oil Company (Naoc).
"Cinque domande all'Eni" è una campagna lanciata da quattro testate giornalistiche indipendenti (Valori, Radio Popolare, Africa e Altreconomia) per chiedere risposte chiare ed esaurienti alla multinazionale petrolifera italiana sulle sue attività in Congo Brazzaville.
Il timore di Amnesty International (che ha pubblicato recentemente un rapporto molto critico sulle compagnie petrolifere che operano in Nigeria, che evidenzia “la povertà, il conflitto, le violazioni dei diritti umani e la disperazione” che hanno portato alla popolazione del Delta del Niger) è che le attività attuali dell'Eni possano provocare in Congo la stessa devastazione occorsa nel Delta del Niger.

[Leggi le domande e l'intero articolo su Unimondo.org]
[Leggi l'articolo su Unimondo.org "Amnesty: tragedia dei diritti umani nel delta del Niger, l'Eni risponda]
[Scarica il Rapporto di Amnesty International "Petrolio, inquinamento e povertà nel Delta del Niger"]

martedì 2 febbraio 2010

M'illumino di meno

Venerdì 12 febbraio 2010 si celebra - in veste completamente rinnovata - la sesta edizione di “M’illumino di meno”: la Giornata del Risparmio Energetico lanciata dalla popolare trasmissione radiofonica Caterpillar, in onda su RAI Radio 2. Dopo il successo delle scorse edizioni, con l’adesione di migliaia di ascoltatori e di intere città sia in Italia che all’estero, quest’anno l’invito a rispettare un simbolico “silenzio energetico” si trasforma in un invito a partecipare a una festa dell’energia pulita. In questi anni, grazie al supporto di istituzioni, scuole, associazioni, aziende e privati cittadini, abbiamo contribuito alla diffusione di una maggior consapevolezza sulle conseguenze del consumo indiscriminato di energia: la riduzione degli sprechi e l’attenzione alle fonti alternative sono diventate parole d’ordine familiari per i nostri ascoltatori. Sulla scia di questa nuova sensibilità, è giunto il momento di fare un passo avanti rispetto allo spegnimento simbolico in nome del risparmio e di proporre un’accensione virtuosaall’insegna dello sviluppo delle energie rinnovabili. In questi anni abbiamo imparato a risparmiare, ora impariamo a produrre meglio e a pretendere energia pulita. Allo stadio attuale della ricerca tecnologica è già possibile produrre energia con il sole, il vento, il mare, il calore della terreno o con le biomasse. Facendo appello all’inesauribile ingegno italico invitiamo tutti, dagli studenti ai precari, dalle aziende in crisi alle amministrazioni comunali, a misurarsi con la green economy adottando un sistema pulito per accendere tutti insieme le luci il 12 febbraio 2010. L’intento è duplice: da un lato verificare in prima persona che le tecnologie attualmente disponibili sono efficaci e rappresentano alternative realistiche, dall’altro dare un segnale simbolico di fiducia nelle energie rinnovabili e nello sviluppo di un modello di economia sostenibile. Nelle piazze spente di tutt’Italia si accenderanno luci “virtuose” alimentate a energia rinnovabile o dimostrazioni creative di consumo efficiente, per testimoniare il passaggio da un sistema ormai al collasso ad una gestione più “illuminata” del nostro futuro. Per raccontare questa festa dell’energia pulita, il 12 febbraio Caterpillar andrà in onda eccezionalmente dai Mercati Traianei in Roma, coinvolgendo cittadini, scuole, istituzioni e associazioni in una rassegna di luci belle, creative e pulite, escogitate ad hoc, con un concerto finale rigorosamente a impatto zero. La campagna di M’illumino di meno si protrarrà dal 4 gennaio al 12 febbraio dando voce al racconto delle idee più interessanti e innovative per produrre e distribuire l’energia in modo pulito, responsabile e sostenibile. Una torcia a energia pulita viaggerà per l’Italia, sul modello del tragitto della fiaccola olimpica, alla ricerca di punti di rifornimento a fonti rinnovabili, per giungere fino a Roma e “accendere” la festa del 12 febbraio. Su www.caterpillar.rai.it, sarà possibile segnalare la propria adesione e trovare tutti i materiali per diffondere l’iniziativa nei posti di lavoro, a scuola o nella propria città.

giovedì 13 agosto 2009

Mozambico: elefanti "spostano" una raffineria di petrolio

Per non danneggiare l’habitat degli elefanti, la raffineria di petrolio che doveva essere costruita a Matutuine, nel sud del paese, a partire da fine anno sarà realizzata in un’altra regione del Mozambico. Ad annunciarlo è la Oilmoz, l’azienda di Maputo a capitale privato impegnata nella costruzione della raffineria, la prima in Mozambico dopo la chiusura dell’ultimo impianto nel 1987. Con una capacità prevista di 350.000 barili al giorno e un costo stimato in 5,6 miliardi di euro, la raffineria di petrolio sarebbe stata edificata nel mezzo di una riserva naturale in cui vivono diverse centinaia di elefanti, la cui popolazione in Mozambico è stata decimata durante la guerra civile che ha coinvolto il paese tra il 1976 e il 1992. “Per evitare danni all’ambiente – ha detto un portavoce di Oilmoz – e proteggere la biodiversità, abbiamo deciso autonomamente di costruire l’impianto altrove, a Marracuene, 50 chilomentri a nord di Maputo”. Il Mozambico consuma circa 17.000 barili di petrolio al giorno; oltre a ridurre il costo della benzina, a oggi tutta d’importazione, la raffineria dovrebbe consentire di esportare circa 330.000 barili nei paesi dell’Africa australe e in primo luogo in Sudafrica.
www.misna.org

martedì 9 giugno 2009

La Shell patteggia

15 milioni di dollari
Questo è quanto ha dovuto pagare la Shell per evitare il processo che la vedeva accusata di violazione dei diritti umani nel Delta del Niger, come complice delle autorità militari nigeriane nell’esecuzione, quattordici anni fa, di Ken Saro-Wiwa e dei suoi 8 compagni ogoni.

Leggendo le dichiarazioni delle due parti in causa sembrano tutti soddisfatti del risultato.
Ken Saro-Wiwa Junior, figlio dello scrittore ucciso nel 1995, dichiara: “Penso che mio padre sarebbe felice di questo risultato. Il fatto che la Shell sia stata costretta a patteggiare per noi è una chiara vittoria”.
Sul sito ufficiale della Shell appare la notizia con una interpretazione “leggermente differente”: “Shell today agreed to settle a court case in New York related to allegations in connection with the Nigerian military government's execution of Ken Saro-Wiwa and others in 1995, making a humanitarian gesture to set up a trust fund to benefit the Ogoni people” (gesto umanitario!).
Malcolm Brinded, che dirige il ramo esplorazione e produzione di Shell commenta: “Il gesto significa che, anche se Shell non ha partecipato alle violenze che sono avvenute, ci sono dei querelanti e delle persone che hanno sofferto”. Inoltre i rappresentati della Shell hanno dichiarato di aver accettato di regolare la faccenda per aiutare il “processo di riconciliazione”, pur negando qualsiasi implicazione nella morte del poeta Ken Saro-Wiwa e degli altri attivisti dei diritti dell’uomo e della protezione dell’ambiente.
Jenny Green, avvocato del Center for Constitutional Rights di New York che avviò la causa contro la Shell nel 1996, commenta: “Basta questo a riportare in vita i nostri assistiti? Certamente no, ma è un messaggio chiaro a tutte le multinazionali che operano nei paesi in via di sviluppo: per fare affari non si possono più violare i diritti umani. Nessuna corporation può più contare sull’impunità. L’accordo di oggi è sostanzialmente un’assunzione di responsabilità”.
E anche sul sito remember saro-wiwa (remembersarowiwa.com) si leggono parole di soddisfazione per il risultato ottenuto.
In realtà, quando ho letto la notizia su www.corriere.it, non ero così sicuro fosse un risultato soddisfacente. La Shell, che ogni anno fattura per centinaia di milioni di dollari, con 15 milioni si toglie il pensiero, chiude di fatto un processo in cui avrebbe rischiato di pagare delle cifre ben più elevate, e soprattutto evita il rischio di essere formalmente condannata per violazione dei diritti umani, complice dell’assassinio di civili innocenti, cosa che avrebbe portato grosse perdite in termini di soldi e immagine.
Alla fine la Shell se l’è cavata a buon prezzo. Un patteggiamento te lo scordi in fretta, tra una settimana saranno di nuovo tutti in coda al distributore Shell (o Esso). Un’accusa di complicità in omicidio sarebbe stata più difficile da dimenticare!


Il Testamento di
Ken Saro-Wiwa:
“Signor Presidente, tutti noi siamo di fronte alla Storia. Io sono un uomo di pace, di idee. Provo sgomento per la vergognosa povertà del mio popolo che vive su una terra molto generosa di risorse; provo rabbia per la devastazione di questa terra; provo fretta di ottenere che il mio popolo riconquisti il suo diritto alla vita e a una vita decente. Così ho dedicato tutte le mie risorse materiali ed intellettuali a una causa nella quale credo totalmente, sulla quale non posso essere zittito. Non ho dubbi sul fatto che, alla fine, la mia causa vincerà e non importa quanti processi, quante tribolazioni io e coloro che credono con me in questa causa potremo incontrare nel corso del nostro cammino. Né la prigione né la morte potranno impedire la nostra vittoria finale. Non siamo sotto processo solo io e i miei compagni. Qui è sotto processo la Shell. Ma questa compagnia non è oggi sul banco degli imputati. Verrà però certamente quel giorno e le lezioni che emergono da questo processo potranno essere usate come prove contro di essa, perché io vi dico senza alcun dubbio che la guerra che la compagnia ha scatenato contro l'ecosistema della regione del delta sarà prima o poi giudicata e che i crimini di questa guerra saranno debitamente puniti. Così come saranno puniti i crimini compiuti dalla compagnia nella guerra diretta contro il popolo Ogoni”.



Una poesia di
Ken Saro-Wiwa
La vera prigione Non è il tetto che perde
Non sono nemmeno le zanzare che ronzano
Nella umida, misera cella.
Non è il rumore metallico della chiave
Mentre il secondino ti chiude dentro.
Non sono le meschine razioni
Insufficienti per uomo o bestia
Neanche il nulla del giorno
Che sprofonda nel vuoto della notte
Non è
Non è
Non è.
Sono le bugie che ti hanno martellato
Le orecchie per un'intera generazione
E' il poliziotto che corre all'impazzata in un raptus omicida
Mentre esegue a sangue freddo ordini sanguinari
In cambio di un misero pasto al giorno.
Il magistrato che scrive sul suo libro
La punizione, lei lo sa, è ingiusta
La decrepitezza morale
L'inettitudine mentale
Che concede alla dittatura una falsa legittimazione
La vigliaccheria travestita da obbedienza
In agguato nelle nostre anime denigrate
È la paura di calzoni inumiditi
Non osiamo eliminare la nostra urina
E' questo
E' questo
E' questo
Amico mio, è questo che trasforma il nostro mondo libero
In una cupa prigione.

Il Video che la Shell non vuol far vedere:



Per saperne di più:
Corriere della sera
Remember saro-wiwa campaign
I crimini ambientali in Nigeria
Movement for the Survival of the Ogoni People (MOSOP)
Ken Saro-Wiwa 1941-1996
Catalogo online di libri sull’argomento
Shell Guilty
Wikipedia.it
Wikipedia.en

"Miei fratelli, mie sorelle,
danzate, danzate, danzate.
Danzate la vostra rabbia e la vostra gioia.

Danza, popolo mio,

perché abbiamo visto il domani,

e c'è una stella Ogoni nel cielo"
Ken Saro-Wiwa

venerdì 5 giugno 2009

World Environment Day 2009

La Giornata Mondiale dell'Ambiente (World Environment Day: WED) fu stabilita nel 1972 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. WED è commemorato ogni anno in una differente città con una esposizione internazionale nella settimana del 5 giugno.
Il Programma per l'Ambiente delle Nazioni Unite (The United Nations Environment Programme: UNEP), utillizza la Giornata dell'Ambiente (WED) per sensibilizzare rispetto ai problemi dell'ambiente e richiamare l'attenzione della politica su questo tema.

Il Tema per la Giornata del 2009 è
"Your Planet Needs You - Unite to Combat Climate Change".
WED 2009 è ospitato dal Messico, che riflette il crescente ruolo dell'America Latina nella lotta contro i cambiamenti climatici.


Ciascuno faccia la sua parte

“Spegnete le luci. Usate i mezzi pubblici di trasporto. Riciclate. Piantate un albero. Pulite il parco del vostro quartiere. Rendete le società responsabili delle loro attività ambientali. E spronate i rappresentanti dei vostri governi a siglare l’Accordo a Copenhagen”: così il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon si è rivolto ai cittadini del pianeta nel suo messaggio per la Giornata mondiale dell’ambiente, che ricorre oggi, con lo sguardo puntato alla conferenza internazionale sul cambiamento climatico, in programma a Copenhagen a dicembre; un evento cruciale per il futuro del pianeta una volta scaduto, nel 2012, il Protocollo di Kyoto, che l’Onu accompagnerà con la campagna d’informazione Seal the Deal. “La crisi economica e finanziaria che sta investendo il globo è un vero e proprio campanello d’allarme sulla necessità di aggiornare schemi di crescita ormai superati e compiere una transizione verso una nuova era di sviluppo che sia più verde e più rispettoso dell’ambiente” ha detto il Segretario, evidenziando che il tema scelto per quest’anno - “Il tuo pianeta ha bisogno di te” – vuole spingere ciascuno “a fare la propria parte”. Il mondo, ha proseguito Ban Ki-moon, “è alle prese con la grave minaccia del cambiamento climatico. Se è vero che tutti i paesi sono destinati a subirne gli effetti, i più poveri dovranno però sostenere il peso maggiore. Esiste però un’alternativa per cambiare il corso degli eventi. Durante l’incontro di Copenhagen a dicembre, verranno affrontati argomenti cruciali sul cambiamento climatico. Insieme dobbiamo spingere i governi a siglare l’Accordo per una nuova intesa climatica”. Il pianeta ha anche bisogno di un “Nuovo accordo verde”; un patto “che si concentri sugli investimenti in risorse rinnovabili, infrastrutture eco-compatibili e energie efficienti. Questo determinerà non soltanto creazione di posto di lavoro e stimolo alla ripresa economica, ma concorrerà anche ad affrontare il problema del riscaldamento globale”. Investire nella cosiddetta ‘economia verde’ anche solo una parte degli incentivi previsti dai nuovi ‘pacchetti di stimolo economico’, può “trasformare – ha detto ancora il Segretario dell’Onu - la crisi di oggi nella crescita sostenibile di domani. Inoltre, i paesi che passeranno ad una società caratterizzata da bassi livelli di emissione di carbonio raccoglieranno molto più di significativi benefici ambientali; si collocheranno infatti in una posizione privilegiata per condividere le loro nuove tecnologie con gli altri paesi”.

Su YouTube il film di Besson per la giornata mondiale dell'ambiente
YouTube trasmette dal 5 giugno in anteprima il film «Home», prodotto dal regista Luc Besson in occasione della Giornata Mondiale dell'Ambiente. Lo ha reso noto Google, aggiungendo che il film, della durata di un'ora e mezzo, è disponibile in inglese, francese, spagnolo e tedesco. Il film, dicono le note di produzione, "è un'ode alla bellezza del pianeta e alla sua delicata armonia. Attraverso i panorami di 54 paesi catturati dall'alto, Yann-Arthus-Bertrand ci porta a compiere un viaggio unico attorno al pianeta, per contemplarlo e per capirlo".

Co-prodotto da EuropaCorp e Elzévir Films, Home intende focalizzare l’attenzione sull’attuale stato del pianeta mostrando immagini riprese dal cielo. Su YouTube, il documentario sarà disponibile per 10 giorni, mentre soltanto durante il 5 giugno sarà mostrato sia in TV sia al cinema in circa 180 paesi e 80 canali TV, nonché su schermi giganti collocati in 80 piazze da Time Square a New York al Campo di Marte sotto la torre Eiffel a Parigi a Trafalgar Square a Londra. Si tratta della prima iniziativa di questo tipo mai realizzata in sinergia tra il canale online YouTube, la TV e il cinema. Sono stati inoltre creati 5 livelli di Google Maps che mostrano informazioni quali le sale e il luoghi pubblici dove il film viene proiettato oggi, documentazione generale sui temi del documentario.


www.misna.org
www.corriere.it
www.unep.org
www.en.wikipedia.org
www.diamundialdelmedioambiente.gob.mx

martedì 26 maggio 2009

Energia pulita: specchi per illuminare il mondo

L’energia solare raccolta nel deserto africano e in Medio Oriente potrebbe fornire, entro il 2050, un quarto dell’energia elettrica necessaria per l’intero pianeta, e sarebbe energia pulita: l’enorme potenziale del cielo africano e mediorientale è stato evidenziato in uno studio realizzato dall’organizzazione ecologista Greenpeace e dalla European Solar Thermal electricity association (Estela) e dall’International Energy agency (Iea), che promuovono lo sviluppo centrali elettriche alimentate dal sole, secondo un nuovo metodo. Il sistema in questione prevede l’uso di centinaia di grandi specchi (al posto dei più costosi e di difficile gestione pannelli fotovoltaici ) capaci di concentrare l’energia del sole (Wikipedia Concentring solar power –Csp) per questo è necessario applicarli in territori con scarse nubi. Nel 2009 nel mondo sono stati investiti due miliardi di euro per la costruzione di impianti Csp, i più grandi dei quali sono in via di realizzazione in Spagna meridionale e in California. Ma il vero salto qualitativo potrebbe essere un massiccio investimento in Africa, che creerebbe inoltre migliaia di nuovi posti di lavoro; per realizzare ciò sarebbero necessari investimenti progressivi fino a 174 miliardi di euro per il 2050, quando potrebbe realizzarsi un sistema di impianti capaci di generale 1500 gigawatt.
www.misna.org