domani si parte!
prima giretto in thailandia, poi si entra in myanmar.
molta curiosità.
purtroppo il blog non riuscirò ad aggiornarlo spesso, visto che in myanmar non amano molto i bloggers.
pubblicherò al mio ritorno.
quindi ARRIVEDERCI, direi...
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giovedì 7 aprile 2011
sabato 4 settembre 2010
martedì 23 marzo 2010
Favelas
Leggendo l'articolo di PeaceReporter sulle favelas brasiliane, ho ripensato al 2005, quando io e J eravamo in Brasile e facevamo volontariato nella favela Rocinha, la più grande e popolata di Rio de Janeiro. Un'esperienza indimenticabile.
Qui sotto alcune foto che abbiamo scattato in favela, e parte di una Email che ai tempi avevo inviato agli amici in Italia...




[...] Vere e proprie città nella città con proprie regole e leggi non scritte, dove i "banditi" diventano eroi, e dove un uomo, bandito o poliziotto, puo diventare in un solo istante giudice, giuria e boia. E poi distese infinite di microcase e baracche ammassate le une sulle altre senza spazio per correre o giocare, scalinate che si arrampicano sulle colline in un labirinto dove intrecci di cavi e tubi ti indicano la via d'uscita, e dove alzando gli occhi (non troppo spesso visto che è molto facile calpestare rifiuti, merde o animali morti) non si riesce a vedere il cielo...ma in ogni casa spunta, immancabile, un televisore, sintonizzato sulla telenovela del momento, come un mostro dai mille occhi che osserva e ipnotizza, o forse allevia un poco la fame e la tristezza [...]
Qui sotto alcune foto che abbiamo scattato in favela, e parte di una Email che ai tempi avevo inviato agli amici in Italia...




[...] Vere e proprie città nella città con proprie regole e leggi non scritte, dove i "banditi" diventano eroi, e dove un uomo, bandito o poliziotto, puo diventare in un solo istante giudice, giuria e boia. E poi distese infinite di microcase e baracche ammassate le une sulle altre senza spazio per correre o giocare, scalinate che si arrampicano sulle colline in un labirinto dove intrecci di cavi e tubi ti indicano la via d'uscita, e dove alzando gli occhi (non troppo spesso visto che è molto facile calpestare rifiuti, merde o animali morti) non si riesce a vedere il cielo...ma in ogni casa spunta, immancabile, un televisore, sintonizzato sulla telenovela del momento, come un mostro dai mille occhi che osserva e ipnotizza, o forse allevia un poco la fame e la tristezza [...]
giovedì 4 marzo 2010
Guide migranti
A Torino nascono le "Guide Migranti".
Con 20 partecipanti originari di Marocco, Senegal, Perù, Romania, Albania e Cina, ma anche italiani provenienti dalla Sicilia e dalla Calabria, parte a Torino il primo corso di formazione per “guide migranti”, che accompagneranno i turisti a conoscere le proprie comunità di origine nei quartieri più multietnici della città. “I migranti sono attori chiave nello sviluppo del turismo responsabile a partire dalla loro capacità di essere ponte tra due territori e due culture” secondo Enrico Marletto, dell’agenzia Viaggi Solidali, che per prima promuove “le passeggiate migrande a Torino” e che organizza il corso. Un ‘giro del mondo’ restando in città si può compiere, ad esempio, nel grande mercato torinese di Porta Palazzo, dove i contadini delle campagne e delle valli piemontesi, vendono fianco a fianco con i coltivatori cinesi, le donne marocchine, i macellai e formaggiai romeni e i pescatori siciliani, in un intreccio unico di sapori e profumi. Ma anche a San Salvario, il quartiere più multietnico della città che sperimenta una positiva forma di integrazione tra le seconde generazioni di immigrati e con la nascita di numerose associazioni culturali. Le nuove guide migranti saranno, in qualche modo, dei “mediatori culturali” del turismo, spiegano gli organizzatori, affiancando le guide tradizionali alla città e introducendo i viaggiatori alla cultura, la gastronomia e le tradizioni delle proprie comunità di origine
www.misna.org
Con 20 partecipanti originari di Marocco, Senegal, Perù, Romania, Albania e Cina, ma anche italiani provenienti dalla Sicilia e dalla Calabria, parte a Torino il primo corso di formazione per “guide migranti”, che accompagneranno i turisti a conoscere le proprie comunità di origine nei quartieri più multietnici della città. “I migranti sono attori chiave nello sviluppo del turismo responsabile a partire dalla loro capacità di essere ponte tra due territori e due culture” secondo Enrico Marletto, dell’agenzia Viaggi Solidali, che per prima promuove “le passeggiate migrande a Torino” e che organizza il corso. Un ‘giro del mondo’ restando in città si può compiere, ad esempio, nel grande mercato torinese di Porta Palazzo, dove i contadini delle campagne e delle valli piemontesi, vendono fianco a fianco con i coltivatori cinesi, le donne marocchine, i macellai e formaggiai romeni e i pescatori siciliani, in un intreccio unico di sapori e profumi. Ma anche a San Salvario, il quartiere più multietnico della città che sperimenta una positiva forma di integrazione tra le seconde generazioni di immigrati e con la nascita di numerose associazioni culturali. Le nuove guide migranti saranno, in qualche modo, dei “mediatori culturali” del turismo, spiegano gli organizzatori, affiancando le guide tradizionali alla città e introducendo i viaggiatori alla cultura, la gastronomia e le tradizioni delle proprie comunità di origine
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