Come già scrivevo in un post del febbraio 2008, sul sito di PeaceReporter c'è una interessante sezione dedicata ai conflitti in atto nel mondo, con schede di approfondimento per ogni Paese.
Nel mondo sono in corso 24 conflitti:
1. Iraq 135.000 morti dal 2003
2. Israele-Palestina 7.000 morti dal 2000
3. Turchia (Kurdistan) 41.200 morti dal 1984
ASIA
4. Afghanistan 50.000 morti dal 2001
5. Pakistan (Pashtunistan) 12.000 dal 2004
6. Pakistan (Balucistan) 1.300 morti dal 2004
7. India (Kashmir) 65.500 morti dal 1989
8. India (Assam) 51.800 morti dal 1979
9. India (Naxaliti) 7.200 morti dal 1980
10. Birmania (Karen) 30.000 morti dal 1988
11. Thailandia (Pattani) 3.500 morti dal 2004
12. Filippine (Npa) 40.500 morti dal 1969
13. Filippine (Mindanao) 71.000 morti dal 1984
AFRICA
14. Somalia 7.400 morti dal 2006
15. Etiopia (Ogaden) 4.000 morti dal 1994
16. R.D.Congo (Kivu) 6.000 morti dal 2004
17. Uganda 100.000 morti dal 1987
18. Sudan (Darfur) 301.200 morti dal 2003
19. Rep.Centrafricana 2.000 morti dal 2003
20. Ciad 2.000 morti dal 2005
21. Nigeria (Delta) 14.800 morti dal 1994
22. Algeria 150.500 morti dal 1992
EUROPA
23. Russia (Cecenia) 50 mila morti dal 1999
AMERICA LATINA
24. Colombia 300.250 morti dal 1964
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mercoledì 3 novembre 2010
lunedì 25 ottobre 2010
Articoli...
La vita di un operaio albanese vale meno di quella di un italiano
Torino, sentenza shock: morì sul lavoro, risarcimento ridotto. Ai familiari una somma dieci volte inferiore. All'uomo deceduto addebitato anche il 20% di concorso di colpa nella propria morte [...]
Fonte: Alberto Custodero per Repubblica.it
Haiti: colera in aumento, si lavora per contenere diffusione epidemia.
È salito a 253 il numero di vittime del colera nei due dipartimenti haitiani dove ufficialmente è stata registrata la presenza della malattia, quello dell’Artibonite, nel nord, e quello del Centro. Si tratta dell’ultimo bilancio riferito ieri da Gabriel Thimothée, direttore generale del ministero della Sanità e della Popolazione, precisando che 3015 ammalati sono attualmente ricoverati in ospedali nelle stesse zone. Altro, Brief È salito a 253 il numero di vittime del colera nei due dipartimenti haitiani dove ufficialmente è stata registrata la presenza della malattia, quello dell’Artibonite, nel nord, e quello del Centro. Si tratta dell’ultimo bilancio riferito ieri da Gabriel Thimothée, direttore generale del ministero della Sanità e della Popolazione, precisando che 3015 ammalati sono attualmente ricoverati in ospedali nelle stesse zone [...]
Fonte: Misna
Ecco la guerra
Quando a subire la guerra e le bombe dei 'liberatori' eravamo noi
La mattina di quel 20 ottobre del 1944 a Milano c'era il sole. Un sole tiepido, quasi primaverile, che splendeva in un cielo limpido, senza una nuvola. Nessuno immaginava che quella bella giornata sarebbe presto diventata una delle peggiori della storia della città e dell'intera nazione [...]
I 'piccoli martiri di Gorla' oggi riposano sotto un monumento-ossario eretto nel 1947 per volere dei loro genitori sul luogo in cui sorgeva la scuola. Sopra la statua di una madre piangente che sorregge il cadavere del suo bambino tra le sagome di due bombardieri, campeggia il monito 'Ecco la guerra'.
Un monito di doloroso ripudio che la nostra Costituzione ha eretto a principio fondamentale, oggi ignorato e calpestato da una classe politica che ha dimenticato cos'è la guerra, cosa significa viverla dalla parte delle vittime, cosa vuol dire subire un bombardamento aereo, a Milano come a Belgrado, a Baghdad come a Kabul o in un qualsiasi villaggio afgano.
Fonte: Enrico Piovesana per PeaceReporter
Torino, sentenza shock: morì sul lavoro, risarcimento ridotto. Ai familiari una somma dieci volte inferiore. All'uomo deceduto addebitato anche il 20% di concorso di colpa nella propria morte [...]Fonte: Alberto Custodero per Repubblica.it
È salito a 253 il numero di vittime del colera nei due dipartimenti haitiani dove ufficialmente è stata registrata la presenza della malattia, quello dell’Artibonite, nel nord, e quello del Centro. Si tratta dell’ultimo bilancio riferito ieri da Gabriel Thimothée, direttore generale del ministero della Sanità e della Popolazione, precisando che 3015 ammalati sono attualmente ricoverati in ospedali nelle stesse zone. Altro, Brief È salito a 253 il numero di vittime del colera nei due dipartimenti haitiani dove ufficialmente è stata registrata la presenza della malattia, quello dell’Artibonite, nel nord, e quello del Centro. Si tratta dell’ultimo bilancio riferito ieri da Gabriel Thimothée, direttore generale del ministero della Sanità e della Popolazione, precisando che 3015 ammalati sono attualmente ricoverati in ospedali nelle stesse zone [...]Fonte: Misna
Ecco la guerra
Quando a subire la guerra e le bombe dei 'liberatori' eravamo noiLa mattina di quel 20 ottobre del 1944 a Milano c'era il sole. Un sole tiepido, quasi primaverile, che splendeva in un cielo limpido, senza una nuvola. Nessuno immaginava che quella bella giornata sarebbe presto diventata una delle peggiori della storia della città e dell'intera nazione [...]
I 'piccoli martiri di Gorla' oggi riposano sotto un monumento-ossario eretto nel 1947 per volere dei loro genitori sul luogo in cui sorgeva la scuola. Sopra la statua di una madre piangente che sorregge il cadavere del suo bambino tra le sagome di due bombardieri, campeggia il monito 'Ecco la guerra'.
Un monito di doloroso ripudio che la nostra Costituzione ha eretto a principio fondamentale, oggi ignorato e calpestato da una classe politica che ha dimenticato cos'è la guerra, cosa significa viverla dalla parte delle vittime, cosa vuol dire subire un bombardamento aereo, a Milano come a Belgrado, a Baghdad come a Kabul o in un qualsiasi villaggio afgano.
Fonte: Enrico Piovesana per PeaceReporter
mercoledì 13 ottobre 2010
Non chiamatela più “missione di pace”
L'Afghanistan e il business della guerra
[...] In quel lontano e tragico 7 ottobre 2001 il governo USA, appoggiato dalla Coalizione Internazionale contro il terrorismo, ha lanciato un attacco aereo contro l’Afghanistan. Questa guerra continua nel silenzio e nell’indifferenza, nonostante l’infinita processione di poco meno di 2.000 bare dei nostri soldati morti. Che si tratti di guerra è ormai certo, sia perché tutti gli eserciti coinvolti la definiscono tale, sia perché il numero dei soldati che la combattono e le armi micidiali che usano non lasciano spazio agli eufemismi della propaganda italiana che continua a chiamarla “missione di pace”. Si parla di 40.000 morti afghani (militari e civili), e il meccanismo di odio che si è scatenato non ha niente a che vedere con la pace. Come si può chiamare pace e desiderare la pace, se con una mano diciamo di volere offrire aiuti e liberazione e con l’altra impugniamo le armi e uccidiamo?[...] Può una nazione come l’Italia che per presunte carenze economiche riduce i posti letto negli ospedali, blocca gli stipendi, tiene i carcerati in condizioni abominevoli e inumane, licenzia gli insegnanti, aumenta gli studenti per classe fino al numero di 35, riduce le ore di scuola, accetta senza scomporsi che una parte sempre più grande di cittadini viva nell’indigenza e nella povertà, impegnare in armamenti e sistemi d’arma decine di miliardi di euro?
[...] Dicano con franchezza che questa guerra si combatte perché l’Afghanistan è un nodo strategico per il controllo delle energie, per il profitto di alcuni gruppi industriali italiani, per una egemonia economica internazionale, per una volontà di potenza che rappresenta un neocolonialismo mascherato da intenti umanitari e democratici, poiché questi non si possono mai affermare con armi e violenza.
[...] Facciamo nostre le parole profetiche di una grande donna indiana, Arundathi Roy, scritte in quel tragico 7 ottobre 2001: "Il bombardamento dell’Afghanistan non è una vendetta per New York e Washington. E’ l’ennesimo atto di terrorismo contro il popolo del mondo. Ogni persona innocente che viene uccisa deve essere aggiunta, e non sottratta, all’orrendo bilancio di civili morti a New York e Washington. La gente raramente vince le guerre, i governi raramente le perdono. La gente viene uccisa. I governi si trasformano e si ricompongono come teste di idra. Usano la bandiera prima per cellofanare la mente della gente e soffocare il pensiero e poi, come sudario cerimoniale, per avvolgere i cadaveri straziati dei loro morti volenterosi".
Fonte: MicroMega
lunedì 7 giugno 2010
NO F35!!
[...] Con una velocità inusuale e sconvolgente -ha spiegato Massimo Paolicelli della Rete Disarmo- il Senato prima e la Camera dei Deputati poi, nel 2009 hanno dato il via libera al Governo per la prosecuzione del programma che prevede l'acquisto di 131 cacciabombardieri Joint Strike Fighter (JSF-F35) che impegnerà il nostro paese fino al 2026 con una spesa di quasi 15 miliardi di euro. Sembra incredibile, ma è la realtà, nota Paolicelli:"in piena crisi economica, con un dibattito durato nelle due Camere al massimo due ore e mezza si è dato il via libera a un provvedimento che di base ci costerà 13,5 miliardi di euro, ma il cui conto finale, come tutti sanno, sarà molto più alto" [...]
da Unimondo.org
da Unimondo.org
13,5 mld x 131 F35-JSF?!
131 cacciabombardieri?
NO! Meglio:
3.000 nuovi asili
scuole più sicure
10 milioni di pannelli solari
la ristrutturazione del centro storico de l'Aquila
treni per pendolari
un assegno di disoccupazione per tutti i precari che perdono il posto di lavoro
3.000 nuovi asili
scuole più sicure
10 milioni di pannelli solari
la ristrutturazione del centro storico de l'Aquila
treni per pendolari
un assegno di disoccupazione per tutti i precari che perdono il posto di lavoro
Per ulteriori informazioni:
www.sbilanciamoci.org
www.disarmo.org
Caccia al caccia! Diciamo NO agli F35!
martedì 30 marzo 2010
Armi, vola l’export italiano
Il settore non conosce crisi
Si conferma anche nel 2009 la forte crescita già registrata nel 2008. Poco meno di due terzi delle esportazioni sono dirette a paesi Nato. Ma anche i paesi non Nato, con 2,6 miliardi di euro di acquisti, fanno la loro parte. Un commento di Archivio Disarmo [...]
[leggi l'articolo su Nigrizia.it]
Si conferma anche nel 2009 la forte crescita già registrata nel 2008. Poco meno di due terzi delle esportazioni sono dirette a paesi Nato. Ma anche i paesi non Nato, con 2,6 miliardi di euro di acquisti, fanno la loro parte. Un commento di Archivio Disarmo [...]
[leggi l'articolo su Nigrizia.it]
martedì 16 marzo 2010
Banche armate
Nel corso dell'incontro su "Finanza e armi" che si è tenuto sabato scorso a Milano durante la fiera “Fa’ la cosa giusta!”, il caporedattore di Unimondo, Giorgio Beretta, ha presentato un'anticipazione della sua ricerca sulle operazioni d'appoggio all'export di armamenti italiani svolte dalle banche nell’ultimo decennio. La ricerca è parte di un più ampio studio-pilota dal titolo provvisorio "Finanza e amarmenti: le connessioni di un mercato globale" realizzato dall’Osservatorio sul Commercio di Armi (Os.C.Ar.) di IRES Toscana – Istituto di ricerche Economiche e Sociali – vincitore del bando di finanziamento della Fondazione Culturale Responsabilità Etica onlus per il 2009 che mostra le ampie connessioni tra mondo finanziario - e in particolar modo di banche e assicurazioni – che è stato presentato dai ricercatori nel corso della medesima manifestazione.[Leggi l'intervista su unimondo.org]
martedì 2 febbraio 2010
Muhammad Yunus
Dal sito di C6.TV(lasciamo perdere il discorso della Moratti, che tira in mezzo pure Unicredito, la regina delle banche armate!)
sabato 11 luglio 2009
Ancora sul G8...
Quella del G8 dell'Aquila è stata la solita musica: nessun impegno concreto da parte dei grandi della terra. Qualche nota nuova c'è: partecipazione del G5, una giornata dedicata all'Africa, nuovi temi in agenda. Ma per ora si tratta di risultati solo politici.
[leggi l'articolo su nigrizia.it]
Perché il G8 è un fallimento
Per Berlusconi sarà stato forse un successo (mediatico), ma per l’Africa, il nostro pianeta e le persone in carne ed ossa che subiscono il peso della crisi il G8 dell’Aquila è stato un clamoroso fallimento.
[...]
il G8 si dimentica di dirci che ogni anno si spendono oltre 1.200 miliardi di dollari per le armi (l’80% a carico dei paesi del G8) e basterebbe ridurre del 4% la spesa militare mondiale per avere a disposizione il doppio dei soldi stanziati per l’Africa.
Per l’Africa di soldi ne sono stati stanziati in questi anni. A parole. Infatti gli obiettivi del Millennio – per mancanza di risorse - sono nel frattempo falliti e Berlusconi di promessa in promessa è arrivato a ridurre del 56% i fondi per la cooperazione allo sviluppo nell’ultima finanziaria, portando allo 0,11% la percentuale del PIL destinata ai paesi poveri. Rivendicare il “successo”del G8 è un’ipocrisia assoluta di fronte a tante migliaia di persone che muoiono di fame e di malattia nel continente africano – e ai milioni di lavoratori che perdono il posto - alle quali si fanno continue promesse che non vengono mantenute. Il G8 è ormai un vecchio arnese degli anni del neoliberismo. E’ ora di cambiare rotta, di tornare alle Nazioni unite e ad un’idea di mondo diversa, fondata sulla pace, la democrazia, un’economia di giustizia. Ovviamente di questo al G8 non si è parlato.
[leggi l'articolo su ilmanifesto.it]
mercoledì 24 giugno 2009
...copia e incolla...
Africa e armi. Una strana storia. [leggi l'articolo]
www.ilmanifesto.it
Un mondo a colori
I fine settimana di Torino si colorano di calciatori di 28 paesi differenti, per una nuova idea di cittadinanza globale. Balon Mundial, il primo mondiale per migranti di Torino. Uno dei modi - e tanti mondi - per dire calcio. E per fare integrazione. In questi giorni in cui l'Europa si ridisegna nelle sue paure e l'Italia mette in campo, tra le sponde del Mediterraneo, nuove strategie d'intercettazione e respingimento. [leggi l'articolo]
www.peacereporter.net
Walk the Future!
Una Marcia per promuovere la Pace e la Nonviolenza in tutto il mondo: un evento senza precedenti che toccherà tutti i continenti, dal 2 ottobre al 2 gennaio 2010. [leggi l'articolo]
www.nigrizia.com
www.marciamondiale.org
www.ilmanifesto.it
Un mondo a colori
I fine settimana di Torino si colorano di calciatori di 28 paesi differenti, per una nuova idea di cittadinanza globale. Balon Mundial, il primo mondiale per migranti di Torino. Uno dei modi - e tanti mondi - per dire calcio. E per fare integrazione. In questi giorni in cui l'Europa si ridisegna nelle sue paure e l'Italia mette in campo, tra le sponde del Mediterraneo, nuove strategie d'intercettazione e respingimento. [leggi l'articolo]
www.peacereporter.net
Una Marcia per promuovere la Pace e la Nonviolenza in tutto il mondo: un evento senza precedenti che toccherà tutti i continenti, dal 2 ottobre al 2 gennaio 2010. [leggi l'articolo]
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giovedì 11 giugno 2009
Il Bel Paese!!
Armi: un mercato che non va mai in crisi
La crisi economica globale non ferma la tendenza: la spesa militare nel mondo cresce. Primato agli Usa, sempre più forti Pechino e Mosca. L'Italia non è da meno
[...]
L'Italia, con i suoi 40 miliardi di dollari, che gravano su ogni cittadino italiano nella misura di 689 dollari annui pro capite, si conferma all'ottavo posto di questa speciale classifica e pesa il 2,8% sulle spese mondiali per la difesa. Grazie a Finmeccanica Roma è però presente anche in un'altra classifica: quella dei 10 maggiori produttori di armamenti militari. L'holding italiana, con i suoi 9,9 miliardi di dollari di fatturato è nona a livello mondiale
[...]
[continua su www.nigrizia.com]
Il G8 ha fornito solo un terzo dell'aiuto promesso nel 2005 per colpa di Italia e Francia
«L'Italia non rispetta gli impegni presi per aumentare gli aiuti all'Africa» L'accusa dell'associazione di Gates e Geldof: «Operato del Paese fa sorgere dubbi su credibilità come presidente G8»
[continua su www.corriere.it]
La crisi economica globale non ferma la tendenza: la spesa militare nel mondo cresce. Primato agli Usa, sempre più forti Pechino e Mosca. L'Italia non è da meno
[...]
L'Italia, con i suoi 40 miliardi di dollari, che gravano su ogni cittadino italiano nella misura di 689 dollari annui pro capite, si conferma all'ottavo posto di questa speciale classifica e pesa il 2,8% sulle spese mondiali per la difesa. Grazie a Finmeccanica Roma è però presente anche in un'altra classifica: quella dei 10 maggiori produttori di armamenti militari. L'holding italiana, con i suoi 9,9 miliardi di dollari di fatturato è nona a livello mondiale
[...]
[continua su www.nigrizia.com]
Il G8 ha fornito solo un terzo dell'aiuto promesso nel 2005 per colpa di Italia e Francia
«L'Italia non rispetta gli impegni presi per aumentare gli aiuti all'Africa» L'accusa dell'associazione di Gates e Geldof: «Operato del Paese fa sorgere dubbi su credibilità come presidente G8»
[continua su www.corriere.it]
sabato 16 maggio 2009
Cessate il fuoco
Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso
dal 7/05/2009 al 13/05/2009
Nell'ultima settimana, in tutti i paesi in guerra, sono morte almeno 2.140 persone
Sri Lanka
Nell'ultima settimana sono morte almeno 609 persone
Dall'inizio dell'anno i morti sono stati almeno 7.857
Afghanistan
Nell'ultima settimana sono morte almeno 414 persone
Dall'inizio dell'anno i morti sono stati almeno 2.320
Pakistan Talebani
Nell'ultima settimana sono morte almeno 630 persone
Dall'inizio dell'anno i morti sono stati almeno 2.919
Iraq
Nell'ultima settimana sono morte almeno 44 persone
Dall'inizio dell'anno i morti sono stati almeno 1527
Sudan
Nell'ultima settimana sono morte almeno 66 persone
Dall'inizio dell'anno i morti sono stati almeno 601
Rep. Dem. Congo
Nell'ultima settimana sono morte almeno 90 persone
Dall'inizio dell'anno i morti sono stati almeno 514
Somalia
Nell'ultima settimana sono morte almeno 135 persone
Dall'inizio dell'anno i morti sono stati almeno 435
India Nord Est
Nell'ultima settimana sono morte almeno 32 persone
Dall'inizio dell'anno i morti sono stati almeno 339
India naxaliti
Nell'ultima settimana sono morte almeno 32 persone
Dall'inizio dell'anno i morti sono stati almeno 381
Filippine Milf
Nell'ultima settimana sono morte almeno 29 persone
Dall'inizio dell'anno i morti sono stati almeno 209
Nord Caucaso
Nell'ultima settimana sono morte almeno 2 persone
Dall'inizio dell'anno i morti sono stati almeno 162
Kashmir
Nell'ultima settimana sono morte almeno 10 persone
Dall'inizio dell'anno i morti sono stati almeno 130
Filippine Npa
Nell'ultima settimana è morta almeno 1 persona
Dall'inizio dell'anno i morti sono stati almeno 111
Pakistan Balucistan
Nell'ultima settimana sono morte almeno 13 persone
Dall'inizio dell'anno i morti sono stati almeno 109
Algeria
Nell'ultima settimana sono morte almeno 4 persone
Dall'inizio dell'anno i morti sono stati almeno 108
Turchia
Nell'ultima settimana sono morte almeno 9 persone
Dall'inizio dell'anno i morti sono stati almeno 107
Thailandia del sud
Nell'ultima settimana sono morte almeno 9 persone
Dall'inizio dell'anno i morti sono stati almeno 103
Colombia
Nell'ultima settimana sono morte almeno 11 persone
Dall'inizio dell'anno i morti sono stati almeno 90
PeaceReporter
dal 7/05/2009 al 13/05/2009
Nell'ultima settimana, in tutti i paesi in guerra, sono morte almeno 2.140 persone
Sri Lanka
Nell'ultima settimana sono morte almeno 609 persone
Dall'inizio dell'anno i morti sono stati almeno 7.857
Afghanistan
Nell'ultima settimana sono morte almeno 414 persone
Dall'inizio dell'anno i morti sono stati almeno 2.320
Pakistan Talebani
Nell'ultima settimana sono morte almeno 630 persone
Dall'inizio dell'anno i morti sono stati almeno 2.919
Iraq
Nell'ultima settimana sono morte almeno 44 persone
Dall'inizio dell'anno i morti sono stati almeno 1527
Sudan
Nell'ultima settimana sono morte almeno 66 persone
Dall'inizio dell'anno i morti sono stati almeno 601
Rep. Dem. Congo
Nell'ultima settimana sono morte almeno 90 persone
Dall'inizio dell'anno i morti sono stati almeno 514
Somalia
Nell'ultima settimana sono morte almeno 135 persone
Dall'inizio dell'anno i morti sono stati almeno 435
India Nord Est
Nell'ultima settimana sono morte almeno 32 persone
Dall'inizio dell'anno i morti sono stati almeno 339
India naxaliti
Nell'ultima settimana sono morte almeno 32 persone
Dall'inizio dell'anno i morti sono stati almeno 381
Filippine Milf
Nell'ultima settimana sono morte almeno 29 persone
Dall'inizio dell'anno i morti sono stati almeno 209
Nord Caucaso
Nell'ultima settimana sono morte almeno 2 persone
Dall'inizio dell'anno i morti sono stati almeno 162
Kashmir
Nell'ultima settimana sono morte almeno 10 persone
Dall'inizio dell'anno i morti sono stati almeno 130
Filippine Npa
Nell'ultima settimana è morta almeno 1 persona
Dall'inizio dell'anno i morti sono stati almeno 111
Pakistan Balucistan
Nell'ultima settimana sono morte almeno 13 persone
Dall'inizio dell'anno i morti sono stati almeno 109
Algeria
Nell'ultima settimana sono morte almeno 4 persone
Dall'inizio dell'anno i morti sono stati almeno 108
Turchia
Nell'ultima settimana sono morte almeno 9 persone
Dall'inizio dell'anno i morti sono stati almeno 107
Thailandia del sud
Nell'ultima settimana sono morte almeno 9 persone
Dall'inizio dell'anno i morti sono stati almeno 103
Colombia
Nell'ultima settimana sono morte almeno 11 persone
Dall'inizio dell'anno i morti sono stati almeno 90
PeaceReporter
venerdì 15 maggio 2009
Se i farmaci viaggiano insieme alle armi
Farmaci e bombe a mano, scatole di fagioli e mine viaggiano insieme. Sullo stesso aereo. O con la stessa compagnia, a seconda dei giorni. È quanto sorprendentemente si apprende dall'ultimo rapporto del Sipri (il prestigioso istituto di ricerca svedese che si occupa di disarmo) sul ruolo del trasporto aereo nelle aree di conflitto. Il rapporto analizza - facendo nomi e cognomi - oltre 190 compagnie aree, piccole e grandi, che a seconda delle settimane trasportano armi, narcotici, diamanti e... aiuti umanitari. [continua]
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