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giovedì 17 marzo 2011

Fà la cosa giusta 2011



anche quest'anno
l'associazione di volontario

UMUDUFU - onlus

parteciperà a


Fà la cosa giusta

fiera del consumo critico e
degli stili di vita sostenibili



martedì 11 maggio 2010

INCONTRI UMUDUFU - 1

A MAGGIO A BAGGIO

Quest’anno UMUDUFU sarà presente alla quarta edizione di “A Maggio a Baggio, Belli Diversi” che si terrà domenica 23 maggio al parco di Baggio in Via Anselmo da Baggio a partire dalle ore 10.
"A Maggio A Baggio, Belli Diversi” è un evento rivolto a tutti gli abitanti di Milano, con un’attenzione particolare alle fasce più giovani e ai bambini, per promuovere la multiculturalità creando momenti di incontro ludico, ma anche di promozione del volontariato attraverso la partecipazione e gli stand di diverse associazioni. All’interno dell’evento verranno organizzati spazi espositivi degli elaborati prodotti dai bambini della scuola Zima Garibaldi, momenti di animazione sulla multiculturalità rivolti ai bambini, un torneo multietnico di street basket con squadre miste italiani e immigrati rivolti ai giovani, area espositiva stand associazioni, spettacoli teatrali tematici realizzati da compagnie di immigrati, rassegna di band musicali emergenti del quartiere, concerto serale gratuito dell’artista Niccolò Fabi.

venerdì 23 aprile 2010

Eco Africano

Eco africano: a Roma un concerto di musica sacra, gospel e africana per sostenere Medici con l’Africa Cuamm

Eco Africano: musica che rispetta i suoni e lo sviluppo dell’Africa. Giocando sul doppio senso della parola “eco”, che è sia un fenomeno acustico, ma anche il prefisso di composti connessi con natura e ambiente, un gruppo di volontari romani di Medici con l'Africa Cuamm presenta il concerto “Eco Africano” dal programma misto di musica sacra, gospel e africana, nella splendida cornice della Basilica di S. Croce in Gerusalemme.

Il concerto viene eseguito dalla schola cantorum “Don Bruno Medori” di Attigliano (TR) che vanta esibizioni in Italia ed Europa ed è diretto dal maestro Angela Bacci.

L’ingresso al concerto è ad offerta libera ed il ricavato della serata è destinato al progetto di sostegno di Medici con l'Africa Cuamm all’Università Cattolica del Mozambico di Beira, Facoltà di Medicina. Il progetto ha permesso nel 2007 la laurea dei primi 13 medici a Beira, nella provincia centrale di Sofala, in un Paese in cui il rapporto medio fra medici e popolazione è di 1:250.000, concentrati soprattutto nella capitale Maputo, nel sud della nazione.

Ospiti d’eccezione della serata: il direttore di Medici con l'Africa Cuamm, Dante Carraro e suor Donata Pacini, ginecologa comboniana, per anni volontaria di Medici con l'Africa Cuamm in Africa e promotrice del progetto in Mozambico beneficiario della serata.

L’evento è patrocinato dal FEC (Fondo Edifici di Culto), Ministero degli Interni.

Dal sito www.mediciconlafrica.org

[clicca sull'immagine per ingrandirla]

lunedì 19 aprile 2010

Con l'Africa nel cuore

Un'occasione per festeggiare il 60° compleanno della ONG Medici con l'Africa CUAMM, per ascoltare della buona musica e per contribuire ad una giusta causa!

ACCORRETE NUMEROSI!!!

[clicca sull'immagine per ingrandirla]

mercoledì 29 luglio 2009

Mestre John Djembe

Mestre John Djembe da settembre sara' in Italia, a Genova.
Per chi fosse interessato a lezioni di djembe o danze africane:
joaochoneca04@yahoo.com.br



martedì 21 luglio 2009

Djembe!!

Tutto e' cominciato qualche mese fa, quando ho deciso di cambiare la pelle del mio djembe perche' troppo spessa...
Sabato mattina. Ore 6. La mia sveglia abituale nel fine settimana (!?!?). Con ancora la cispa sugli occhi salgo in macchina. Neanche il tempo per la colazione. Io Joao e Jongue andiamo in cerca di pelle. Pelle di cabrito (capretto) per l'esattezza. E dove trovi pelle di cabrito a Beira? Al mercato del Maquinino. Ma non proprio al mercato. Con la macchina entriamo in un vicolo. Strada sterrata piena di pozze d'acqua, piccoli laghetti nel centro citta'. Salgo sul marciapiede per aggirare gli ostacoli. Ovviamente braccio penzolante fuori dalla macchina e strombazzata per far saltare la vecchia. Insomma tamarro beirense (Baggio style! nda).
Arriviamo sul posto. Mi dicono di rimanere in macchina. E' meglio che non vedano il muzungu, potrebbero cambiare il prezzo. Aspetto. Esce Joao. Ok puoi entrare. Lo seguo attraverso una porticina. Corridoio stretto. Buio. Pozze di fango per terra. Odore forte indefinito. Alla fine del tunnel vedo ... la luce!!! Mi si apre davanti un cortiletto sul retro della casa. Gruppetto di persone in piedi. All'istante si girano tutti e mi fissano. Che ci fa qua un muzungu? Imbarazzo. Sorriso di circostanza. Ola bom dia. Nessuna risposta. Si girano dall'altra parte. Ma che posto e' questo? Penso. Pochi secondi e capisco. Qua la gente porta ad ammazzare il proprio cabrito o a comprare pezzi di cabrito (la carne di capretto e' molto saporita, e la testa di cabrito qui e' una prelibatezza!). Lo spettacolo e' abbastanza cruento. Da una parte tutti gli animali ammassati che si agitano. Dall'altra gente che litiga e si contende questo o quest'altro cabrito - Il mio era quello nero! - No!! Il tuo c'aveva una macchia bianca sul culo! - E cosi' via. Nel mezzo tre ragazzetti continuano senza sosta il lavoro. Come in una catena di montaggio. Prendi il capretto. Tieni il capretto. Sgozza il capretto. Appendi il capretto. Scuoia il capretto. Taglia il capretto. E via un altro capretto. Una sosta ogni tanto per affilare i coltellacci. Con i ragazzetti che saltellano a piedi nudi in una pozza rossastra. La classica scena Pulp...sanguemmerda! L'ideale per le sei di mattina con il nulla nello stomaco. Tra un cabrito e l'altro uno dei ragazzi litiga con Jongue per un vecchio debito. Io non alzerei la voce con uno che comincia la giornata decapitando animali con la mannaia! Penso. Poi le cose si sitemano. E inizia la contrattazione per le pelli. Ce ne servono tre. Ci sara' il 3x2? Alla fine la spuntiamo per 20 Meticais ogni pelle. Scopro che a me una pelle sarebbe costata 150 Meticais! Bastardi. Mettiamo il bottino in un sacchetto nel baule. Un profumo inebriante invade lentamente la macchina. Torniamo a casa.


Sono le 8 di mattina e io sono gia' distrutto. E ancora non abbiamo fatto nulla. Adesso ci tocca pulire la pelle dai brandelli di carne. Lavarla. Smontare i djembe togliendo tutte le corde. Montare la pelle ancora bagnata sulla base del djembe (a me e' toccato il capretto nero!). Tagliare la pelle che avanza. Cambiare tutte le corde. Finiamo verso mezzogiorno. Io non ce la faccio piu'. Anche se in realta' non ho fatto un granche'. Hanno lavorato di piu' gli amici esperti. Adesso dobbiamo lasciare il djembe al sole per due settimane per far seccare bene la pelle prima di tenderla.







Dopo quasi tre settimane io e Joao non vediamo l'ora di finire l'opera. Recuperiamo il djembe dal tetto. Tutto e' pronto. Iniziamo a tirare le corde. Alla terza corda. TAC! Si rompe. Nooo!!! Niente panico. La sistemiamo con un bel nodone. Continuamo. TAC! Si spezza un'altra corda. Uno stormo di santi si alza in volo. Non ci possiamo credere. Rivivo il momento esatto in cui il venditore mi ha assicurato sulla resistenza della corda. Lo maledico. Non c'e' niente da fare. Bisogna smontare tutto e ricominciare. A me viene da piangere. Joao mi vede atterrito. Decide di fare da solo. Nelle settimane seguenti si procura un'altra pelle (non voglio sapere come!), compra una nuova corda e ricomincia. Ma sul piu' bello...SBAM! Cede l'anello di metallo che serve a tendere la pelle. Madonne in lingua locale. Ma Joao non e' uomo che si arrende facilmente. Sistema l'anello, uccide a morsi la nonna dei vicini, e ne usa la pelle. Ricomincia. Corda nuova. Anello a posto. Tira di qua, tira di la'. STRAP! Squarcio nel bel mezzo della pelle. Quando Joao me lo racconta rimango immobile, una maschera di cera. Rinuncio. Non suonero' mai piu' un djembe in vita mia. Piuttosto mi tamburello sui coglioni!! Ma Joao continua. Imperterrito.
E dopo settimane e settimane di attesa...finalmente ho riabbracciato la creatura! E domenica scorsa lo abbiamo accordato. E io che ero abituato con la chitarra, dieci minuti e via. Per accordare stu cazz'e'ggembe c'ho lasciato il sangue sulle corde. Letteralmente! Mani devastate. Ma soddisfazione enorme!!

mercoledì 15 luglio 2009

The Mozambique

Cercando su youtube "Mozambique and Drums", ho scoperto che The Mozambique e' un famoso tema per batteria suonato dal batterista Steve Gadd nel brano Late in the Evening di Paul Simon.
Ecco alcuni video:









mercoledì 17 giugno 2009

Patrão é patrão!!

O patrão precisa de alguma coisa?
Posso ajudar o patrão?
Como esta o patrão?
Desculpa incomodar o patrão!
Patrão tenho uma preocupação.
Esempi di quello che ho sentito appena sono arrivato in Mozambico.
O patrão di qua, o patrão di là…
…ma u’cazz’iè ‘stu patrau?...pensavo i primi giorni!
Poi ho capito che ero io! Allora ho chiesto ad un ragazzo al mercato:
-Ma perché continui a chiamarmi patrão, io non sono patrão di nessuno-
-Patrão è chi ha i soldi, e tu hai i soldi-
-Touché!-
Allora mi sono rassegnato e ho tentato di abituarmici, anche se è un’espressione che non mi piace e che mi crea sempre un po’ di disagio. Ne parla anche lo scrittore mozambicano Mia Couto, nel saggio “Os sete sapatos sujos”, definendola un’eredità del periodo coloniale portoghese, di cui il popolo mozambicano non è ancora riuscito a liberarsi.
“La de-responsabilizzazione è una delle più gravi stigmate che pesa su di noi africani, da Nord a Sud. Ci sono quelli che dicono che si tratta di un’eredità della schiavitù, del tempo in cui non si era padroni di se stessi. Il padrone, molte volte distante e invisibile, era responsabile per il nostro destino. O per la mancanza di destino. Oggi, nemmeno simbolicamente, uccidiamo l’antico padrone. Una delle forme di cortesia che più rapidamente sorse da dieci anni a questa parte fu la parola “patrão”. Fu come se non fosse mai realmente morto, come se aspettasse una opportunità storica per risorgere nel nostro quotidiano. Si può incolpare qualcuno di questo risorgimento? No. Ma noi stiamo creando una società che produce disuguaglianze e che riproduce relazioni di potere che credevamo fossero già sotterrate.”


mercoledì 3 giugno 2009

Concerto UMUDUFU

Associazione Umudufu

Ciao a tutti !
come ogni anno abbiamo voluto creare un’occasione per incontrarci:

sabato 6 giugno dalle ore 22.00
c/o Zona Colore

Via Moncucco 29 – Milano


ci diamo appuntamento
per una serata all’insegna della musica :

Concerto dei L’OR – Like Outside the Rain (www.likeoutsiderain.it)
Incursioni del cabarettista Simone
…e a seguire la musica dei DJ Gigi d’Atmosfera e Robi B

Il tutto sarà anche trasmesso in diretta su Radio Bla Bla Network
( www.radioblabla.net )

Sarà allestita la mostra fotografica e sarà l’occasione per conoscere meglio i progetti di Umudufu e salutare i “partenti” di quest’estate.

L’ingresso è a offerta libera e il ricavato sarà destinato al progetto per i ragazzi di strada di Ruhengeri – Rwanda, di cui vi racconteremo durante la serata.
Vi chiediamo di diffondere e promuovere questo appuntamento!
Per ogni chiarimento e informazione contattateci!

Murakoze!
Grazie!

Mariko

P.S.: ZonaColore è un posto molto spazioso ma vi chiediamo, per motivi organizzativi, di confermarci in modo non vincolante la vostra presenza e il numero dei vostri amici/parenti/conoscenti


martedì 28 aprile 2009

Concerto per UMUDUFU!!!

All Night Music

Umudufu onlus in collaborazione con
Radio Bla Bla network

SABATO 6 GIUGNO ore 22

Centro di iniziativa sociale Zona Colore
Via Moncucco 29, Milano

L'OR - Like Outside the Rain
Dj Gigi D'Atmosfera e Roby B
Simone

INGRESSO A OFFERTA LIBERA

Il ricavato della serata andrà interalmente a sostegno
del progetto a favore dei ragazzi di strada
di Ruhengeri, Rwanda, promosso da
Umudufu onlus

venerdì 21 novembre 2008

Metallaro!?

Questa non me l'aspettavo proprio...incontare un metallaro a Beira!?
L'altra sera ad una festa di compleanno mi si è avvicinato (anzi mi si è incollato) un ragazzo di Beira, con la maglietta nera con disegnato un teschio, e per tutta la sera mi ha fatto una capa-tanta parlandomi del gruppo afro-metallo-hardrock-grunge, di cui lui è il batterista. Purtroppo i miei continui sbadigli non lo hanno dissuaso, e quando ha saputo che sto prendendo lezioni di djembe, mi ha chiesto di entrare nel suo gruppo come percussionista!! Già mi immagino...sarei un perfetto percussionista metallaro!!


mercoledì 24 settembre 2008

Djembe



...ho le mani rosse e un po' gonfie, e i muscoli (pochi) delle braccia che mi fanno male, ma sono contento, perchè finalmente oggi, dopo quasi due mesi, ho ripreso le lezioni di djembe!!
Sì, mi ero dimenticato di scriverlo sul Blog, ma da maggio sto prendendo lezioni da un amico, Joao, percussionista di un gruppo di Beira, i Nyacha, di cui linko il sito; consiglio di farci una visitina, ci sono dei bei filmati, e sul loro sito Myspace tra poco ci saranno anche dei file audio da ascoltare.
Qui sotto una foto mentre suoniamo insieme (beh diciamo, mentre lui suona e io tento di stargli dietro!!) alla grigliata di domenica scorsa.