martedì 30 marzo 2010

Famiglie globali. Le frontiere della maternità

La Scighera
Giovedì 1 Aprile 2010

21:00 - 23:00
Le donne che curano le nostre famiglie hanno una famiglia?
Ormai da molti anni, il nostro paese trae beneficio dal lavoro domestico e assistenziale delle donne migranti. Sono donne che si allontanano dai figli, dalla famiglia, dalla loro casa natia per cercare una fonte di sostentamento all’estero.
Il numero delle donne che compiono questa scelta è in continua crescita, ma sono ancora poche le analisi di questa spiccata connotazione femminile e familiare del fenomeno migratorio...
Nel suo libro Famiglie globali. Le frontiere della maternità (Utet, 2009), Paola Bonizzoni analizza con passione e originalità la realtà delle famiglie transnazionali, tra ricongiungimenti e maternità a distanza. Parleremo delle contraddizioni e delle sfide poste dalle nuove frontiere della maternità con l'autrice, Paola Bonizzoni, (ricercatrice presso il Dipartimento di Studi Sociali e Politici dell’Università Statale di Milano), con Karina Scorzella Vergara (mediatrice culturale della Cooperativa Crinali di Milano) e con Laura Balbo (docente di sociologia dell'Università di Padova). Coordina Chiara Martucci.

Ingresso libero con tessera Arci.

Parole di frontiera

PAURA PIACERE CASA IDENTITÀ

Quattro parole che attraversano il mondo dell’immigrazione per parlare d’immigrazione senza parlare d’attualità. Quattro parole, quattro temi, quattro incontri.
Il primo:

8 aprile 2010
ore 21.30
presso La Scighera
proiezione del film

Per info: naga@naga.it o info@scighera.org

Armi, vola l’export italiano

Il settore non conosce crisi

Si conferma anche nel 2009 la forte crescita già registrata nel 2008. Poco meno di due terzi delle esportazioni sono dirette a paesi Nato. Ma anche i paesi non Nato, con 2,6 miliardi di euro di acquisti, fanno la loro parte. Un commento di Archivio Disarmo [...]

[leggi l'articolo su Nigrizia.it]

venerdì 26 marzo 2010

Italia: Ong chiedono lo stop alla diga etiope Gibe III

[...] "La diga - sostengono le Ong - metterebbe in pericolo i terreni abitati da 500mila indigeni tribali dell’Etiopia del Sud e della parte settentrionale del Kenya, la cui sicurezza alimentare dipende strettamente dalle risorse naturali e dal delicato equilibrio dell’ecosistema locale. Facendo cessare il flusso naturale delle acque del fiume, lo sbarramento distruggerebbe i raccolti, impedirebbe il pascolo nei pressi delle rive e eliminerebbe le riserve ittiche presenti nel Lago Turkana, il più grande invaso desertico del mondo. L’ecosistema e le tradizioni culturali della Bassa Valle dell’Omo e dello stesso lago Turkana, entrambi riconosciuti come Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, andrebbero persi per sempre".[...]

[leggi l'articolo su Nigrizia.it o Unimondo.org]

[guarda il sito Stop Gibe III]

Unhcr: l'invasione di richiedenti asilo nei Paesi più ricchi è un falso mito

[...] Rispetto al 2008 il numero totale di richiedenti asilo è rimasto stabile con 377mila domande, nonostante le significative differenze regionali evidenziate dal rapporto. Il numero di domande di asilo è aumentato in 19 paesi, mentre è calato in 25. Da rilevare l’incremento del 13% nei paesi del nord Europa con 51.100 nuove domande, la cifra più alta negli ultimi sei anni. Al contrario il numero di domande presentate nei paesi dell’Europa meridionale è calato del 33% con 50.100 richieste di asilo, ciò è dovuto principalmente ad un significativo calo in Italia (-42%), Turchia (-40%) e Grecia (-20%). [...]

[leggi l'articolo su Unimondo.org]

mercoledì 24 marzo 2010

Africani di Rosarno a Roma aspettano ancora risposte

[...] Riteniamo che chi ha avuto il merito di scoperchiare il vaso di Pandora dello sfruttamento del lavoro immigrato nelle campagne del belpaese, che consentono all’industria agro-alimentare di mantenersi competitiva e di far profitti sulla pelle dei lavoratori, abbia già pagato un prezzo altissimo per il proprio coraggio: aggressioni e violenze reiterate negli anni da quella parte della popolazione più reazionaria e collusa con le organizzazioni criminali, miseria e negazione dei diritti più elementari, clandestinità forzata e strumentale fino alla deportazione di massa operata dallo stato per disinnescare la miccia della guerra civile [...]

[leggi l'articolo su AfricaNews]

TB DAY 2010

Il 24 Marzo rappresenta il World TB Day, una giornata per ricordare che la tubercolosi oggi rimane una pericolosa epidemia mondiale, che causa la morte di milioni di persone ogni anno, soprattutto nelle aree più povere del pianeta.
Il 24 Marzo 1882 il Dott Robert Koch annunciò alla comunità scientifica la scoperta del microganismo responsabile della tubercolosi. Al momento dell'annuncio di Koch a Berlino, la tubercolosi si stava diffondendo attraverso l'Europa e le Americhe, causando la morte di una persona su sette. La scoperta di Koch aprì la via per la diagnosi e la cura della TB.

“Ci sono buone notizie nella lotta alla tubercolosi: il mondo sta compiendo continui progressi nel contrasto alla diffusione di questo male mortale e i decessi continuano a diminuire”: si apre con una valutazione positiva il messaggio del Segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, in occasione della Giornata mondiale della tubercolosi, celebrata oggi con lo slogan “In marcia contro la tubercolosi”. “Grazie all’impegno di operatori socio-sanitari governativi e non – sottolinea Ban Ki-moon - 36 milioni di persone sono state curate dal 1995 a oggi e sei milioni di vite sono state salvate”. Nonostante risultati positivi, continua però il Segretario generale, “il progresso non dovrebbe mai distoglierci da questa sfida: la tubercolosi rimane la seconda malattia infettiva mortale per gli adulti, in particolare tra le donne in età riproduttiva”. Ban Ki-moon ricorda poi uno degli “Obiettivi di sviluppo del millennio” stabiliti dalle Nazioni Unite: l’acceso universale alla prevenzione e alla cura di ogni forma di tubercolosi. In alcuni paesi del Sud del mondo, dove sono registrati l’80% dei contagi, “il tasso dei nuovi affetti diminuisce a un ritmo più lento di quanto occorrerebbe” perché la popolazione non usufruisce dei necessari controlli preventivi e con difficoltà viene sottoposta “ad appositi trattamenti per curare forme più resistenti e dunque più costose da superare”. Infine, conclude Ban Ki-moon, nella “marcia da proseguire a sostegno di questa importante battaglia vanno confermati finanziamenti per l’acquisto di medicinali, di competenze diagnostiche e per una maggiore sensibilizzazione sull’intreccio tra tubercolosi e malati di sindrome da immunodeficienza acquisita (sida/aids)”, circa la metà del milione e 800.000 persone morte nel 2008.
www.misna.org

[guarda il sito stop TB partnership]
[guarda il foto-reportage di David Rochkind "Tuberculosis in Mumbai", vincitore nel 2009 del premio "Images to Stop TB"]
[guarda il video "The Human Face of TB"]

martedì 23 marzo 2010

Favelas

Leggendo l'articolo di PeaceReporter sulle favelas brasiliane, ho ripensato al 2005, quando io e J eravamo in Brasile e facevamo volontariato nella favela Rocinha, la più grande e popolata di Rio de Janeiro. Un'esperienza indimenticabile.
Qui sotto alcune foto che abbiamo scattato in favela, e parte di una Email che ai tempi avevo inviato agli amici in Italia...
[...] Vere e proprie città nella città con proprie regole e leggi non scritte, dove i "banditi" diventano eroi, e dove un uomo, bandito o poliziotto, puo diventare in un solo istante giudice, giuria e boia. E poi distese infinite di microcase e baracche ammassate le une sulle altre senza spazio per correre o giocare, scalinate che si arrampicano sulle colline in un labirinto dove intrecci di cavi e tubi ti indicano la via d'uscita, e dove alzando gli occhi (non troppo spesso visto che è molto facile calpestare rifiuti, merde o animali morti) non si riesce a vedere il cielo...ma in ogni casa spunta, immancabile, un televisore, sintonizzato sulla telenovela del momento, come un mostro dai mille occhi che osserva e ipnotizza, o forse allevia un poco la fame e la tristezza [...]

Slums che scoppiano

Dal 2000 ad oggi gli abitanti delle bidonville sono aumentati di 55 milioni di abitanti, passando da 776,6 milioni a 827,6.

A Rio de Janeiro, in Brasile, hanno preso avvio i lavori del quinto Forum urbano mondiale. Istituito dalle Nazioni Unite, è la prima volta che il Forum si svolge in un Paese dell'America Latina. Le precedenti edizioni si erano tenute a Nairobi (2002), Barcellona (2004), Vancouver (2006) e Nanchino (2008). Le città continuano ad attrarre sempre più persone, mentre le campagne si svuotano. Stando ai dati del rapporto delle Nazioni Unite, “Lo Stato delle città nel mondo 2010-2011”, il 50, 6 per cento della popolazione mondiale, pari a 3,49 miliardi di persone, ha scelto di vivere nelle zone urbane.

[leggi l'articolo su PeaceReporter]

Africa, la fame di terra.

E' La terra più economica al mondo. Per saziarsi le imprese straniere cacciano mega appezzamenti di terreno in Sudan, Kenya, Nigeria, Tanzania, Malawi, Etiopia, Congo, Zambia, Uganda, Madagascar, Zimbabwe, Mali, Sierra Leone.

Una febbre di terra di reminiscenza coloniale. La creazioni di immensi latifondi in Africa. Una superficie di 50 milioni di ettari che nell'ultimo anno è stata acquisita, o sta per esserlo, da investitori che lavorano con fondi pubblici esteri.

[leggi l'articolo di Alessandro Ingaria su PeaceReporter]