domenica 20 febbraio 2011

Haiti - 34

arrivato a port au prince.
domani si vola. guadalupe. francia. italia.
ho cercato di fissare le immagini nella mente. la macchina fotografica è rimasta in casa. rotta.
le tendopoli mi sembrano aumentate. la città mi sembra ancora più caotica di come me la ricordavo. strade intasate di mezzi e persone. ci abbiamo messo un'eternità per attraversare la città. chiuso in macchina con un senso di claustrofobia.
già rimpiango saint marc. e già mi manca la famiglia di saint marc.
questa mattina i tanto-NON-desiderati saluti. qualche verosimile addio e un sicuro arrivederci.
mi hanno scritto un biglietto che ho letto da solo in macchina. commozione mal celata.
e poi finestrino abbassato
testa appoggiata sul sedile
davanti agli occhi haiti.

Haiti - 33

ultimo giorno nel CTC.
ultimo giorno di lavoro.
penultimo giorno ad haiti.
dopo quasi tre mesi.
direi molto intensi. sembrano molti di più.
oggi i saluti con lo staff del centro. saluti in creolo.
tristezza. un sacco di abbracci. foto. qualche lacrima.
scambio di indirizzi Email. la promessa di scriversi, magari di rivedersi. chissà.
mi piace pensare che un giorno ritroverò gli amici haitiani. con alcuni dei medici locali si è creato un rapporto molto bello. ancora una volta, tre mesi che sembrano tre anni. tutto concentrato. tutto amplificato.
e poi a cena con i colleghi. i coinquilini. la famiglia!
rimandando il più possibile i saluti...domani mattina colazione tutti insieme come tutti i giorni da mesi. sparando cazzate per cominciare bene la giornata. rituali sempre uguali. ormai conosciuti a memoria.
piccole cose quotidiane che mi mancheranno moltissimo.
domani inizia il viaggio di ritorno a casa.
un po' di tempo per pensare. per metabolizzare il vissuto degli ultimi mesi. per rivivere immagini e momenti di una esperienza indimenticabile.

sabato 19 febbraio 2011

Haiti - 32

oggi al centro, mentre il lavoro procedeva tranquillamente, una notizia ci ha lasciato tutti atterriti.
uno dei pazienti, ormai quasi guarito dal colera, mentre aspettava la dimissione nella sala "recovery" improvvisamente scoppia a piangere. ha ricevuto una telefonata da casa: il figlio di due anni è appena morto in casa, non molto distante dal centro. e scopriamo che anche il figlio aveva diarrea e vomito, da tre giorni!
morire a due anni per una diarrea.
dopo tre mesi di campagne di sensibilizzazione in città e fuori città. con un ospedale e un centro per il colera vicino a casa. senza difficoltà economiche per trasportare il bambino. con il padre che presentava gli stessi sintomi e per questo è venuto da noi.
non riesco a capire, troppo assurdo.

giovedì 17 febbraio 2011

Haiti - 31

flashback di un paio di settimane...

all'inizio e alla fine di una epidemia di colera si fanno dei test di laboratorio per identificare il tipo di vibrione responsabile delle infezioni e la sensibilità/resistenza ai diversi antibiotici.
alla fine dell'epidemia è importante verificare che i casi di diarrea osservati siano ancora causati dal vibrione e non da altri microrganismi normalmente responsabili di diarrea, soprattutto nei bambini.
quindi dalla capitale ci chiedono di cominciare a prelevare dei campioni random per analizzarli in laboratorio.
in una epidemia di colera è facile immaginare da dove si possano prendere i campioni!...
...esatto, proprio da lì!
insomma ci chiedono di andare nei vari centri per il trattamento del colera (CTC), in città e nei centri periferici, muniti di simpatici bastoncini di legno, tipo cottonfioc ma più grandi, e chiedere gentilmente ai pazienti il permesso per infilarglieli nel culo!
il modo giusto per guadagnarsi la fiducia degli haitiani!
è proprio vero, come recita un antico proverbio haitiano, che
"quando arriva l'uomo bianco c'è da stringere le chiappe!"

(nota: antico proverbio haitiano inventato dall'autore del blog)

mercoledì 16 febbraio 2011

martedì 15 febbraio 2011

Haiti - 29

oggi al ritorno dal lavoro siamo incappati in un piccolo incidente stradale. niente di grave.
ma quando siamo arrivati non si capiva nulla. un sacco di gente e una persona a terra.
sembrava grave così siamo corsi ad aiutarlo. facendoci largo tra mille motorini riusciamo a raggiungerlo. da una parte i famigliari e dall'altra dei moto-tassinari. lo stanno strattonando incosciente. non capisco il motivo. cerco di calmarli per prestare i primi soccorsi. nulla da fare. gridano e tirano di qua e di là il corpo come un pupazzo. finalmente rusciamo a stendere il ferito. e mentre siamo inginocchiati cercando di capirci qualcosa arriva uno da dietro e gli tira una secchiata d'acqua in faccia. per poco non lava pure me, il pirla! ma subito scopriamo che il presunto ferito in realtà ferito non è! è ubriaco fradicio! nessuno l'ha investito. barcollava in mezzo alla strada ed è caduto. tutto qui.
ma il tipo appena si ripiglia ci vede e inizia ad imprecare e ad agitare i pugni in aria per minacciarci. - mavatteneaffanculo! - dico io.
i parenti lo tengono a fatica. poi crolla di nuovo al suolo. a questo punto, non curanti pericolo, ossia della fiatella alcolica nauseabonda, lo carichiamo in macchina e lo portiamo in ospedale.
si torna a casa. fine della storia.

lunedì 14 febbraio 2011

Haiti - 28

finita ora la quasi quotidiana jam session post-cena sulla terrazza.
due chitarre veramente ispirate!
il modo migliore per finire una giornata di scoglionamento:
un po' perchè questo fine settimana ho lavorato E di sabato E di domenica
un po' perchè non ci sono quasi più pazienti nel centro (fortunatamente!)
un po' (e soprattutto) perchè questa mattina mi ha accolto un'atmosfera molto fredda.
visto che l'epidemia sembra giunta al termine, abbiamo nuovamente ridotto il personale del centro.
la maggior parte l'ha presa bene. alla fine è quello che ci si aspettava fin dal primo momento.
che prima o poi l'epidemia sarebbe finita e così anche la collaborazione.
alcuni però l'hanno presa molto sul personale. due infermiere con cui ero solito ridere e scherzare (fino a ieri), oggi non mi hanno nemmeno salutato e non mi hanno rivolto la parola per tutto il giorno. broncio e braccia incrociate. tipo i bambini.
ci sono rimasto molto male.
ok, posso capire che per molti la fine dell'epidemia vuol dire ritornare alla normalità, ossia alla
mancanza di lavoro e difficoltà economiche, ma la temporaneità del lavoro era chiara fin dall'inizio ed è evidente che presto o tardi (spero presto) il centro dovrà chiudere i battenti.
ed in settimana ci aspetta un ulteriore diminuzione dello staff...speriamo bene!

domenica 13 febbraio 2011

Haiti - 27

Foto nel CTC
Sempre meno pazienti...

Haiti - 26

la settimana scorsa nel centro abbiamo ricevuto una visita assurda (una delle tante).
sto facendo il giro nella pediatria quando mi avvisano che c'è un gruppo di volontari canadesi che mi vuole parlare.
arrivo all'entrata e mi trovo davanti sto gruppo di fuori di testa.
cinque energumeni. cinque bestioni palestrati. tutti uguali.
cappello con logo
occhiali da sole
stetoscopio al collo
maglietta nera taglia piccola per evidenziare i muscoli
tatuaggi dell
pantaloni corti color kaki con tasche laterali
scarponi "swat".
mi dicono di essere paramedici canadesi.
dicono di volerci donare un borsone pieno di pastiglie per disinfettare l'acqua. mi chiedono se abbiamo bisogno di aiuto. - ma veramente...noi abbiamo già il nostro personale locale - rispondo.
- quindi è tutto sotto controllo? - insistono. - sì, se volete possiamo fare un giro per mostrarvi il centro - rifiutano decisi l'ospitalità. mi dicono di aver fretta. se non abbiamo bisogno di aiuto
preferiscono andare da qualche altra parte per prestare soccorso.
stretta di mano poderosa. si girano e se ne vanno.

fretta??? sono arrivati due giorni fa ad Haiti dopo tre mesi di emergenza colera!
alla faccia del tempismo!!!



sabato 12 febbraio 2011

Haiti - 25

il problema principale qui nella ridente città di Saint Marc?
Il traffico! anzi, il "tchaffeco"!
strade dissestate piene di veicoli di tutti i tipi.
fuoristrada
enormi autobus coloratissimi
camion arrugginiti e pericolanti
e soprattutto motorini.
fiumi di motorini. i mitici honda a tre marce senza frizione. ancora me li ricordo dal viaggio in grecia nell'estate della maturità, quando mi ci schiantai contro un muro tentando di impennare (estate della maturità appunto).
beh dicevo...
file interminabili. sono i moto-taxi, il mezzo di trasporto "pubblico" più utilizzato in città. veloce ed economico. di certo non il più sicuro. di norma in condizione pessime. generalmente senza frecce e specchietti. la capiente sella qui arriva a sostenere fino a tre considerevoli culi. escluso il guidatore. più eventuale carico.
e in più nessuna regola. codice della strada??? mai sentito!
qui ho visto cose...che voi umani non potreste immaginarvi! motorini in contromano al largo dei bastioni di Orione… e ho visto motorini senza luci nel buio vicino alle porte di Tannhäuser….....